Protezione civile, salta Borrelli. Al suo posto torna Fabrizio Curcio. Ha gestito le più gravi emergenze

venerdì 26 Febbraio 18:00 - di Redazione

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha nominato Fabrizio Curcio Capo Dipartimento della Protezione civile. Ad Angelo Borrelli, l’uomo dei bollettini, il cui mandato è terminato con la fine dell’esperienza del governo Conte, i ringraziamenti  di rito.

Protezione civile, cambio al vertice

Le indiscrezioni riferivano che nel  Cdm si sarebbe solo parlato di una imminente sostituzione ai vertici della Protezione civile. Invece c’è stata un’accelerazione. Fabrizio Curcio è una persona molto preparata,  autorevole, abituata a prendere decisioni gravi in situazioni complicate. Conosce bene la macchina della Protezione civile essendone statop a capo del Dipartimento dal 2015 al 2017, ai tempi di Guido Bertolaso. Si dimise per motivi personali. Ha gestito alcune delle più grandi emergenze degli ultimi trent’anni del nostro Paese, tra le quali il terremoto in Umbria e Marche nel 1997.

Protezione civile salta Borrelli. Chi è Fabrizio Curcio

Nato nel 1966, laureato in ingegneria alla Sapienza di Roma ma nel suo curriculum di studi figurano anche due master, in Protezione civile europea e in Sicurezza e protezione. Curcio inizia la sua carriera nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco nel ’94, con la qualifica di ispettore antincendi: nel periodo in cui presta servizio presso il Comando provinciale di Venezia ricopre vari incarichi, collaborando con l’ufficio del Commissario delegato per la ricostruzione del teatro “La Fenice” (devastato dalle fiamme nel gennaio del ’96) e guidando i soccorsi dei Vigili del fuoco veneti a seguito del terremoto che ha colpito Umbria e Marche del 1997.

Curcio ha gestito le più gravi emergenze

Nella capitale coordina l’attività dei Vigili del fuoco romani in occasione del Giubileo del 2000. Il passaggio alla Protezione Civile nazionale è datato 2007: dove per un anno presta servizio come Responsabile della segreteria dell’allora Capo del Dipartimento Guido Bertolaso. Nel 2008 Curcio passa alla guida dell’Ufficio Gestione delle emergenze. Dal 2008 al 2015 partecipa, con ruoli operativi alle crisi emergenziali di quegli anni: dal terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila, al terremoto che colpi invece l’Emilia Romagna nel 2012, fino al naufragio della nave Costa Concordia dove è incaricato della gestione dell’emergenza e delle fasi di recupero e allontanamento della nave dall’allora Capo del Dipartimento Franco Gabrielli. Dal 2015 al 2017 è a Capo del Dipartimento della Protezione Civile, incarico che ora tornerà a coprire nuovamente.

E’ stato responsabile della segreteria del capo del Dipartimento prima di diventare direttore dell’Ufficio gestione delle emergenze. Ruolo nevralgico, questo, che lo vede alle prese, tra l’altro, con il sisma in Emilia Romagna, nel 2012 , e l’anno dopo, con il naufragio della Costa Concordia. La ‘promozione’ a capo risale al 2015, al posto di Franco Gabrielli, nominato capo della polizia. Dal 24 agosto 2016, giorno della prime violente scosse che mettono in ginocchio l’Italia centrale, come capo del Dipartimento della Protezione civile assicura il coordinamento degli interventi necessari a fronteggiare la situazione emergenziale. Mesi durissimi, complicati anche dalle inevitabili polemiche sulla ricostruzione e dalla tragedia di Rigopiano.

Le dimissioni nel 2017

Nel 2017 le dimissioni per motivi strettamente personali, con una lettera all’allora premier, Paolo Gentiloni. Lì  spiegava che “il ruolo di Capo del Dipartimento della Protezione Civile è unico, necessariamente assorbente e totalizzante per chi lo ricopre; dati tutti i rischi presenti sul territorio italiano e il complesso ma strepitoso sistema di componenti e strutture operative che ruota intorno al Dipartimento stesso”. E che “tutte le energie devono essere dedicate a svolgere nel miglior modo possibile questa funzione senza soluzione di continuità, giorno e notte, h24 come diciamo in gergo. Purtroppo, per motivi strettamente personali, non sono più, in questo momento, nella possibilità di garantire il cento per centro della mia concentrazione e del mio impegno per continuare a ricoprire tale ruolo”. Ora è di nuovo in sella.

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