Procura di Roma, torna in ballo la poltrona del capo, il Tar dà ragione a Viola e Lo Voi

martedì 16 Febbraio 14:49 - di Paolo Lami

Terremoto nell’ufficio giudiziario più importante d’Italia, la Procura di Roma: il Tar del Lazio ha accolto stamattina i ricorsi proposti da Marcello Viola e Francesco Lo Voi contro la nomina di Michele Prestipino come procuratore capo di Roma. Torna dunque in ballo la poltrona più ambita, quella che fu di Pignatone.

Il Tar ha, invece, respinto il ricorso del procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo. Che, insieme al procuratore di Palermo, Lo Voi e al procuratore generale di Firenze, Viola avevano proposto, innanzi al Tar, autonomi ricorsi giurisdizionali contro la nomina di Prestipino votata dal Csm il 4 marzo scorso.

Ora torna tutto in gioco. E il perché lo spiegano i legali di Viola.

“Il Tar del Lazio ha rilevato come dalla documentazione relativa all’indagine di Perugia (sul caso Palamara, ndr) fosse emersa la qualità di parte offesa del dottor Viola rispetto alle ‘macchinazioni o aspirazioni di altri’”, chiariscono gli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, legali del Procuratore generale di Firenze.

“Il Tar – aggiungono – ha altresì, rilevato come la decisione del Csm – di non confermare la proposta volta al conferimento a Viola dell’incarico di Procuratore di Roma – sia immotivata “in assenza di elementi oggettivamente riscontrabili a suo carico”.

E ora? “Per effetto della sentenza, il Csm dovrà nuovamente procedere alla nomina del Procuratore della Repubblica di Roma, conformandosi ai principi di diritto affermati dal Giudice Amministrativo”.

Con il ricorso, gli avvocati Rubino e Impiduglia hanno sostenuto “come il Csm avesse illegittimamente revocato l’originaria proposta di conferimento a Viola dell’incarico di Procuratore di Roma , a seguito di un procedimento penale (della Procura della Repubblica di Perugia) relativa alle condotte del magistrato Luca Palamara e di taluni componenti del Csm.

Con il ricorso – aggiungono – è stato, in particolare, sostenuto come la revoca della precedente proposta di conferimento dell’incarico fosse stata adottata pur essendo stato acclarato dallo stesso Csm il “mancato coinvolgimento” del dottor Viola rispetto al suddetto procedimento penale”.

“Con il ricorso è stato, altresì, rilevato come il giudizio di prevalenza espresso nei confronti del dottor Prestipino Giarrita (motivato sostanzialmente sul maggiore radicamento territoriale di quest’ultimo) fosse viziato sotto svariati profili – concludono gli avvocati – avendo, tra l’altro, il Csm omesso di valutare i numerosi titoli e le importanti esperienze vantate dal dott. Viola e non avendo tenuto conto che il dott. Prestipino può vantare solo funzioni semidirettive (quale Procuratore Aggiunto presso le Procure di Reggio Calabria e di Roma) a fronte delle funzioni direttive svolte dal dottor Viola (che è stato Procuratore della Repubblica a Trapani ed è attualmente Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Firenze)”.

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