Pedrizzi: “Non si parla più di Mes, i mercati ci diranno se è stato giusto non creare altro debito”

lunedì 22 Febbraio 13:19 - di Redazione

“Una delle argomentazioni dei sostenitori del MES è quella di poter usufruire di ingenti somme per sistemare la nostra disastrata sanità, a tassi di interessi molto più favorevoli per il nostro Paese di quelli praticati dal mercato. Lo dichiara Riccardo Pedrizzi già Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, che formula le proprie valutazioni tecniche sull’utilizzo di questo strumento.
“Attualmente il tasso degli interessi che dovrebbe sostenere lo Stato italiano, ricorrendo alle linee di credito ESM è ancora inferiore a quello che si dovrebbe pagare se emettessimo debito nazionale. Alla notizia più che fondata di un governo guidato da Mario Draghi, però, il differenziale di rendimento tra Btp e Bond emessi dall’ESM si è già ridotto di molto. Infatti ad aprile dello scorso 2020 in connessione con l’accordo per il MES sanitario, i Btp costavano il 2% in più di interessi rispetto al credito europeo, ma già attualmente lo scarto si è ridotto a soli 85 punti base e si prevede che possa ulteriormente abbassarsi. Pertanto poiché il prestito del Fondo salva Stati è concesso a certe condizioni e a certi vincoli, che limiterebbero ulteriormente la nostra sovranità monetaria – continua Pedrizzi – bisogna chiedersi: è ancora conveniente andare ad approvvigionarsi usufruendo del MES?”.

Pedrizzi si chiede, infine, se con la nascita di un governo dell’ex presidente della BCE, che certamente contribuirà ad far abbassare ulteriormente lo spread, si possano superare tutti i pregiudizi ideologici ed andranno assunte decisioni solo in relazione all’andamento dei tassi di mercato.  “Una volta tanto – conclude l’ex Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato – affidarsi al mercato sarebbe cosa buona e giusta”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sostienici

In evidenza

News dalla politica