Palamara chiede scusa a Salvini in diretta tv: «È vero. Il clima era contro di lui» (video)

lunedì 1 Febbraio 14:20 - di Ginevra Sorrentino
Palamara chiede scusa a Salvini

Palamara chiede scusa a Salvini. Avviene tutto in diretta tv, dallo studio de La7 di Non è l’Arena. Massimo Giletti mette a segno il colpo grosso. Con l’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati ospite in studio per raccontare le sue verità sui retroscena della magistratura – rivelazioni già raccolte da Alessandro Sallusti nel volume Il sistema (edito da Rizzoli) – arriva la telefonata del leader della Lega. Il tema della serata è “toghe rosse”. O meglio: la giustizia politicizzata. Un argomento scottante, che il magistrato sotto inchiesta ha contribuito a far esplodere, suo malgrado. E grazie alle intercettazioni di cui è stato oggetto. In quel frangente in particolare, il conduttore sta facendo vedere, proiettato sullo schermo nello sfondo, la famigerata chat con il procuratore Auriemma. Incentrata sull’inchiesta contro Salvini per il caso Carola Rackete e SeaWatch. Un caso datato nel 2019, quando Salvini era ministro degli Interni.

Palamara chiede scusa a Salvini

Come noto, stante le disposizioni del Viminale dell’epoca, la nave della Ong con al timone la Capitana tedesca, cerca di entrare illegittimamente nel porto italiano. Salvini, in veste di ministro degli Interni, cerca di impedirlo. Tutto abbastanza in linea con i ruoli e le parti in causa.  Tanto che, Auriemma chattando con Palamara, scrive: «Non capisco cosa c’entri la Procura di Agrigento. Questo dal punto di vista tecnico, al di là del lato politico. Tienilo per te, ma sbaglio?». La replica dell’ex pm: «No, hai ragione. Ma ora bisogna attaccarlo». Giletti resta sul pezzo. E su quella chat. Tanto che incalza l’ospite in studio. «Su questo deve spiegare». E palamara prova a farlo. «Sul tema della immigrazione dentro la magistratura ci sono delle diversità culturali e inevitabilmente subentra un sostrato ideologico. Allora l’Anm era governata da centro e sinistra. Per tenere l’equilibrio ho detto che dovevamo fare un comunicato a favore della Procura di Agrigento. Il mio non era un attacco contro Salvini». Ma è a questo punto che il telefono squilla in diretta. In linea c’è Salvini, pronto a un confronto diretto e chiaro. Una volta per tutte.

L’ex pm ammette: in magistratura, il clima era contro il senatore leghista

L’ex pm, al centro dello “scandalo Procure” e del coinvolgimento in un’inchiesta per corruzione. Dopo lo choc provocato per le pressioni sul Csm per le nomine dei capi degli uffici giudiziari, è spalle al muro. E non può che continuare ad ammettere la verità e fare un passo indietro. Così, scusandosi pubblicamente, riconosce: «Non ho nessuna difficoltà ad ammettere un errore, dovuto a una conversazione affrettata. Ma che in quel momento ci fosse quel clima nei confronti del senatore Salvini all’interno della magistratura, è la verità». Salvini, signorilmente, porge l’altra guancia. E replica al suo interlocutore: «Io accetto le sue parole. Non porto rancore. Non scappo dai processi e vado a rivendicare quello che ho fatto a testa alta», è la replica dell’ex ministro, evidentemente amareggiato. «Mi auguro però – aggiunge quindi Salvini – che ci sia qualche Procura che apra dei fascicoli su quello che Palamara ha scritto nel suo libro. Perché lì sono segnalati dei reati»...

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