Nuovo sfregio alla memoria di Paolo Rossi: rubati i cimeli dalla sede del Vicenza. Ecco com’è andata

lunedì 15 Febbraio 13:38 - di Agnese Russo
paolo rossi cimeli

Il primo cartellino, i premi partita, la convocazione in nazionale. Sono alcuni dei cimeli di Paolo Rossi rubati dallo stadio di Vicenza, dove erano custoditi. La notizia del furto arriva a poco più di due mesi dalla morte del campione, scomparso prematuramente il 9 dicembre, all’età di 64 anni, e già vittima di un torto simile, quando nel giorno del suo funerale ne fu depredata la casa.

Il furto dei cimeli di Paolo Rossi

Il furto allo stadio, che è anche sede del Vicenza calcio, sarebbe avvenuto in realtà tempo addietro, ovvero prima di quando, nel 2018, quando il patron della Diesel, Renzo Rosso, comprò il club nella vendita all’asta per fallimento. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, però, l’amministrazione ne avrebbe avuto notizia poco più di un mese fa, facendo scattare poi la denuncia per furto contro ignoti da parte del curatore Nerio De Bortoli.

Il cartellino, i premi partita, la convocazione in nazionale

A mancare all’appello dei cimeli sarebbero, tra l’altro, il cartellino che Paolo Rossi firmò appena quattordicenne quando passò dalla Juventus alla Lanerossi Vicenza; il resoconto dei premi partita e degli incentivi per i gol realizzati nel primo anno in squadra; il telegramma di convocazione ai Mondiali del 1978 in Argentina.

Sulle tracce dei cimeli di Paolo Rossi

A dare una data fino alla quale certamente i cimeli dell’amatissimo campione si trovavano nella sede del Vicenza ci sono alcune foto scattate in occasione di una visita pubblica nella struttura del consigliere comunale Andrea Berengo. Era il 16 gennaio 2018, poi se ne perde traccia anche negli inventari. E, secondo le prime ipotesi, la sparizione sarebbe avvenuta proprio in quel periodo, ovvero quando nella società imperversava il caos per il fallimento.

 

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