“Meno male che Giorgia c’è”: Padellaro elogia la scelta del no a Draghi della Meloni

venerdì 19 Febbraio 11:03 - di Federica Argento
Padellaro Meloni

L’elogio di Giorgia Meloni e della sua scelta di non votare la fiducia a Draghi  arriva da Antonio Padellaro  sul “Fatto”. Un apprezzamento che non ti aspetti. L’editorialista  e scrittore che è stato tra i  fondatori del quotidiano diretto da Marco Travaglio è tutt’altro che un simpatizzante della destra e del centrodestra. Epperò lo spettacolo istituzionale che ha di fronte lo porta a concludere il suo intervento di oggi con una domanda che contiene in sé una risposta: “E’ mai possibile che si debba pensare: meno male che Giorgia c’è?”.

Padellaro, Meloni e  il ruolo dell’opposizione

Padellaro  parte dall’ “alluvione” di sì per l’esecutivo Draghi giunti dagli scranni di Camera e Senato.  Poi si rilegge la lettera a Repubblica con cui Giorgia Meloni ha spiegato attraverso un’idea diversa di Europa la non fiducia al governo. E si convince della bontà del passaggio in cui la  la leader di Fratelli d’Italia afferma di “ritenere incomprensibile la tesi secondo la quale la scelta di FdI di garantire un’opposizione sarebbe irresponsabile e contraria agli interessi della Nazione”. L’editorialista ne è convinto, chiama a sostengo della tesi che in democrazia l’opposizione serva e possa essere decisiva alcuni professori che in queste settimane si sono espressi sul valore e la prassi dell’opposizione nei sistemi democratici.

Ebbene Padellaro sul tema ” senza opposizione non può esistere democrazia” cita pareri autorevoli. “I professori Zagrebelsky, Carlassare, Ainis”. La domanda è la seguente: il Capo dello Stato chiama tutti a raccolta  in nome dell’emergenza nazionale. Questa “chiamata” impone l’assenso di tuttie che non vi sia  l’opposizione di nessuno? Padellaro ragiona: “Il Parlamento non è forse il luogo in cui fare emergere le proposte alternative in campo? (…) Considerare l’opposizione come un vulnus, sia pure nelle presenti circostanze eccezionali, non equivale a impedire il confronto tra alternative diverse,;non necessariamente mosse da un pregiudizio contro il governo?”.

Padellaro: “Tra Meloni e Salvini…”

E poi un ultima considerazione dalla quale risuona un’affermazione espressa infatti da Giorgia Meloni a Draghi al secondo giro di consultazione : “Presidente,  vedrà più affidabili noi all’opposizione che molti che appoggiano il suo governo”. Questo è il punto, il bene comune. “Cosa è più utile al premier – si chiede Padellaro-  il (finto) alleato Matteo Salvini che lo liquida con un irridente “Draghi ha sempre ragione”? Oppure una Meloni che dice (sia pure con lo scopo di annettersi un’altra fetta della destra sottratta alla Lega): non sono d’accordo, impegnandosi a cambiare opinione se le future decisioni del governo dovessero consentirlo”? Padellaro chiosa così: ” Infine, in questo plebiscito dolciastro e confusionario, e con il rischio di una torsione della democrazia parlamentare, è mai possibile che si debba pensare: meno male che Giorgia c’è?”.

Non da oggi l’editorialista riconosce nella Meloni la vera leader del centrodestra. Anche se l’articolo di qualche di settimana fa sulla Meloni “pescivendola” gli aveva procurato l’ira del web per uno scivolone sgarbato e inopportuno.

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