Meloni ironizza su Conte: la sua è stata una bella lectio fallimentaris sui disastri del suo governo

sabato 27 Febbraio 20:56 - di Bianca Conte
Meloni su Conte

Giorgia Meloni su Conte, ristori e fisco torna a far sentire la sua voce. Una voce che, nel rilanciare i bisogni dei settori più colpiti dalla crisi seguita alle misure dettate dall’emergenza sanitaria, torna a chiedere discontinuità con quanto fin qui perseguito, o non realizzato, dal precedente governo Conte. Non solo: una voce che, a tutela delle categorie più deboli e in difficoltà, torna a chiedere all’esecutivo Draghi un intervento che segni un cambio di passo. E punti ad esentare dal cappio del fisco e dalla morsa della crisi, i cittadini più deboli e provati. Professionisti. Famiglie. Comunità e interi comparti di lavoratori in ginocchio, di cui la sinistra si è dimenticata. E sui quali la leader di Fdi torna ad accendere i riflettori e a sollecitare al governo contromisure e interventi efficaci. In grado di dare delle risposte lungamente attese, a promesse disattese e silenzi colpevoli.

Meloni su Conte, ristori e fisco

«Il settore degli organizzatori di eventi è tra i comparti economici più colpiti dal Covid», dichiara allora Giorgia Meloni. «Parliamo di espositori. Allestitori. animatori. Progettisti e artigiani, in attesa di ristori da un anno. Per mesi e mesi – prosegue la presidente di Fratelli d’Italia – questi imprenditori sono rimasti ignorati dal governo giallorosso. Il nuovo Esecutivo Draghi dia un chiaro segno di discontinuità. Fratelli d’Italia raccoglie il grido d’aiuto di questo comparto e chiede che nel prossimo decreto ci siano finalmente le risorse necessarie per ridare ossigeno e dignità a questi lavoratori, considerati di serie B e dimenticati dalla sinistra».

Denuncia di Giorgia Meloni via Fb: «Maggioranza boccia gli emendamenti Fdi sul posticipo della riscossione delle cartelle»

Un’umanità varia, accomunata dal dramma di ristori mancati o insufficienti. E comunque chiamati a oneri fiscali a cui, in uno stato di crisi ormai endemica, su cui Giorgia Meloni è intervenuta con una serie di suggerimenti. Proposte e soluzioni, formalizzate negli emendamenti presentati da Fdi per posticipare quanto meno la riscossione del dovuto. E invece, niente da fare. E come denuncia la stessa numero uno di Fdi dal suo profilo Facebook, «nessuna proroga per il pagamento delle rate 2020 relative alla rottamazione ter. Dal 1° marzo il fisco torna a riscuotere».

«È impensabile chiudere le attività e chiedere alle stesse di mettersi in regola coi pagamenti»

Non solo. Come rileva la stessa Meloni nello spazio dello stesso post: «Nessuna distinzione tra chi ha perso il lavoro. Chi ha un’attività danneggiata dalle restrizioni. E chi invece ha mantenuto il reddito. La maggioranza che sostiene Draghi cala la mannaia e boccia gli emendamenti di Fratelli d’Italia per posticipare la riscossione. È impensabile che lo stesso Governo che obbliga alla chiusura attività come palestre, ristoranti, cinema e teatri, poi pretenda che i lavoratori di questi settori debbano mettersi in regola coi pagamenti. Tutto ciò è profondamente ingiusto – tuona la Meloni via social –. Il Governo intervenga in extremis per esentare dalle prossime scadenze le categorie colpite».

Infine, il post amaramente ironico sulla lectio dell’ex premier: «Da Conte una “lectio fallimentaris”»

Infine, sempre via social, Giorgia Meloni commenta la lectio di Conte all’Università di Firenze. E ironicamente posta: «L’ex presidente del Consiglio Conte ha tenuto ieri all’Università di Firenze una lezione dal titolo: “Tutela della salute e salvaguardia dell’economia. Lezioni dalla pandemia”. Una bella lectio “fallimentaris” sui disastri del suo Governo durante l’emergenza Covid». Ineccepibile.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *