Marche, Ciccioli ancora nel mirino del Pd. La difesa della famiglia sarebbe un ‘pericoloso ritorno al Ventennio’

mercoledì 24 Febbraio 16:25 - di Romana Fabiani

Allarme Medioevo. Allarme Restaurazione mussoliniana. A sollevare lo ‘scandalo’ ancora una volta le vestali della sinistra progressista. Nel mirino Carlo Ciccioli, psichiatra, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Marche.

Marche, Ciccioli nel mirino per aver difeso la famiglia naturale

Dove ha sbagliato per essere additato, non è la prima volta, come un pericolo per la democrazia? Nel presentare la proposta di legge sulla famiglia ha ostato pronunciare una frase. Finita subito nel mirino. “Il padre deve dare le regole, la madre accudire. Senza una di queste due figure i bambini possono rischiano di zoppicare andando avanti nella vita”. Nulla di particolarmente eversivo. Parliamo dell’abc della psicanalisi. Ma dal Pd è partito l’attacco ad alzo zero.

Ciccioli ha poi spiegato e rivendicato un pilastro della destra. “Non possono esistere alternative al nucleo familiare ‘naturale’. Composto da un padre, da una madre e dai figli che hanno il diritto ad avere una famiglia così”.

L’attacco del Pd: “La destra vuole tornare al Ventennio”

La prima ad additare l’avversario è Alessia Morani. Deputata dem, sottosegretaria al Mise con il governo Conte. “La destra che si è affermata nelle ultime elezioni regionali sta portando avanti scelte che evocano il ventennio fascista“. E giù attacchi all’esponente di Fratelli d’Italia, politico di lungo corso, dal Msi coerentemente  fino al partito di Giorgia Meloni. Lo stesso che alcune settimane fa era stato oggetto di critiche per la sua posizione sulla natalità. E per le sue storiche convinzioni anti-abortiste. Un attacco testimoniato da articoli di stampa trasudanti odio ideologico. E conditi di spruzzi di fango. Prima fra tutti Repubblica che si è distinta per un articolo di Paolo Berizzi, modello trame nere.

Morani: “Serve una mobilitazione contro Fratelli d’Italia”

“Questa è una proposta palesemente incostituzionale”, dice la Morani, “che rivela una concezione della donna e delle famiglie medievale. Credo serva una mobilitazione della comunità marchigiana. Di fronte a questa maggioranza regionale. Che vuole riportarci indietro di 100 anni. Non possiamo più tollerare questa deriva culturale e politica”.

Medioevo? Fascismo? All’indomani delle polemiche, il capogruppo regionale di FdI non torna indietro. E spiega. “Sui contenuti non mi pento di nulla. Magari sulla forma cambierei qualcosa. Per evitare un assalto frontale da parte della sinistra. E di chi su queste cose ci vuole marciare. Noi alle polemiche rispondiamo con proposte organiche”. Gli attacchi periodici a Ciccioli e alla destra che amministra le Marche nascondono un clima di impotenza da parte dell’opposizione di sinistra. Ridotta a cercare polemiche pretestuose.

Ausili spiega la proposta: “La famiglia deve tornare al centro”

Marco Ausili, consigliere di FdI e primo firmatario della proposta di legge ‘incriminata’, spiega la filosofia del provvedimento. “La famiglia deve tornare al centro del dibattito. E dell’attenzione del governo regionale. Da qui la presentazione di un testo di legge per integrare quella esistente. Approvata nel 1998. L’intero gruppo consiliare ha messo in piedi questa proposta. Che prevede 24 articoli. E punta a ottenere alcuni obiettivi. Attivare sostegni alle famiglie attraverso contributi alle famiglie. A quelle fragili in particolare. Contributi per la natalità e sostegni alla genitorialità“.

Leonardi: “Vogliamo attualizzare le norme ferme al 1998”

Non si comprende dove si annidi il pericolo di una restaurazione. Tra l’altro, aggiunge Ausili, sul testo è aperto a qualsiasi contributo che possa arrivare dall’esterno. In particolare dal terzo settore e dall’associazionismo. Sul terremoto scatenato dalla Morani scende in campo anche la presidente della commissione Sanità, Elena Leonardi. “È una proposta che riordina e ridisegna alcune normative in materia. Che necessitavano di attualizzazione. Soprattutto in rapporto al futuro dell’istituto familiare“. Nel piano della Regione guidata da Francesco Acquaroli, gli aiuti economici privilegiano le ‘famiglie naturali’. Ecco lo scandalo.

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