M5S, Casaleggio getta benzina sul fuoco: «Siete a disagio? Astenetevi». E apre un altro fronte

lunedì 15 Febbraio 9:04 - di Chiara Volpi
M5S governo Casaleggio

M5S, la faida in corso è senza fine. E Casaleggio che aizza i grillini di governo in subbuglio, con l’appello ad astenersi rivolto a chi è a disagio butta benzina sul fuoco del malcontento. Insomma, nel M5s monta la rabbia dell’ala governista contro Casaleggio che, insidiosamente, indossa la divisa del pompiere ma in realtà rinfocola la crisi interna al Movimento. Un corpo dilaniato in mille anime su cui aleggia sempre più minacciosamente lo spettro della scissione definitiva. In questo, l’appello tutt’altro che ecumenico di Casaleggio, rivolto all’ala governista in subbuglio. O meglio, per dirla con le parole di Casaleggio stesso, «a chi senta il disagio nel sostenere questo Governo», è quello a «percorrere» la strada dell’«astensione». E in un solo colpo, e con poche battute postate sulla sua pagina Facebook, Casaleggio semina altro dissenso e alimenta la faida interna ai pentastellati, smarcando a sinistra Grillo e di Maio. E rincorrendo Di Battista e dissidenti in fuga ormai da tempo.

M5s, Casaleggio aizza

Dopo le scosse dei giorni scorsi, ora il terremoto sistemico in seno al Movimento è perenne. E inarrestabile. Nelle ultime ore la crepa più profonda, dopo la spaccatura che Grillo e compagni di cordata hanno provato a risanare puntando sul Ministero della transizione ecologica, l’ha generata il caso-Carfagna. O meglio, il fatto che un altro ministero, il dicastero del Mezzogiorno, sia stato assegnato a una esponente di Forza Italia. Una scelta, quella del premier Draghi, che ha mandato in tilt la pattuglia parlamentare meridionale dei 5 stelle. Un manipolo agguerrito di pugliesi, calabresi, campani, soprattutto siciliani, che, dopo aver raccolto consensi proprio nel Mezzogiorno alle elezioni del 2018, tornano a battere cassa. E sono su tutte le furie. La chat di Montecitorio va in fiamme. E Casaleggio non riesce a fare da pompiere. L’acqua che butta sul fuoco delle recriminazioni non spegne le polemiche, divampate ormai incontenibilmente.

Nel M5S, a partire da Casaleggio, è sempre più tutti contro tutti

Dunque, almeno l’ala governista prova a compattarsi contro Casaleggio. E – almeno in questo caso – tuona all’unisono: «Un’ingerenza inaccettabile». Il M5s è sempre più tutti contro tutti. Frazionati in mille rivoli e dilaniati da una scissione profonda che mette a rischio la tenuta dei rapporti tra base e vertici. Rappresentanza di governo e ribelli scatenati che concentrano la faida sulla vexata questio Rousseau. Su cui continuano a insistere per tornare nuovamente al voto. E miccia esplosiva che fa  esplodere i pentastellati in un tutti contro tutti. Così, a fare da detonatore difficile da disinnescare, ora ci si è messo anche Davide Casaleggio. Che, in un post pubblicato in serata detta la linea, senza possibilità di dissidenza o ulteriore discussione interna. E la linea dettata contro i dissidenti è: silenziare Rousseau.

Casaleggio: «Silenziare Rousseau». La replica: «Ingerenza inaccettabile»

Non c’è pace per il M5S alle prese con la nascita di un governo che ha generato rabbia e divisioni interne, fino a spingere il Movimento sull’orlo della scissione insanabile. Ad agitare ancor più gli animi è il post pubblicato in serata da Davide Casaleggio, in cui non solo non si “silenzia” la possibilità di ripetere il voto sul sostegno all’esecutivo Draghi, ma si apre anche la strada alla possibilità, per i parlamentari fermamente contrari, di astenersi. Probabilmente un tentativo di mediazione recepito come un diktat indigesto, visto lo stato di un Movimento nel caos. Segnato da un’emorragia interna che rischia di infettare l’intero sistema. Infatti, pochi minuti dopo l’invio alla pubblicazione del messaggio internetico, la rabbia esplode nelle chat dei parlamentari. E, tanto per cambiare, sul piede di guerra é soprattutto l’ala governista.

Anche i direttivi di Camera e Senato sul piede di guerra

Anche i direttivi di Camera e Senato non la prendono affatto bene. «È un’ingerenza gravissima e senza precedenti», ufficializza il nuovo fronte aperto. L’accusa che viene mossa, riportata dall’Adnkronos. Mentre qualcuno invita alla rappresaglia: «È arrivato il momento di staccare la spina a Rousseau». Commenti durissimi. Qualcuno risale alle origini puriste e posta un passaggio della biografia di Jean-Jacques Rousseau. Una stoccata durissima rivolta al presidente dell’associazione: «Gli ultimi anni di Rousseau furono caratterizzati da un crescente isolamento. Un clima di disagio e di sofferenza circondava il filosofo e scrittore, affetto da sempre più pronunciati squilibri psichici che lo portavano a un atteggiamento paranoico, in cui vedeva dappertutto derisione e trame contro di lui».

Casaleggio: «Auspico astensione di chi si sente a disagio nel M5s»

Casaleggio prova a serrare i ranghi, ma ormai le truppe viaggiano in ordine sparso. Negli ultimi giorni il timore della beffa è slatentizzato e chiaro a tutti ormai. Nomine e, soprattutto, lo pseudo contentino del Superministero, usato dai vertici 5s per estorcere un sì al voto su Rousseau anche con un quesito a dir poco perifrastico e anodino, incombono come spade di Damocle sulla testa del Movimento. E la replica di Casaleggio, sempre via Facebook, non può soddisfare tale e tanto malcontento. «Credo che le azioni del Movimento 5 Stelle debbano portare a una unione di intenti per poter mantenere una forza negoziale importante nei prossimi passaggi parlamentari a difesa delle riforme fatte. In questi giorni ho ricevuto migliaia di messaggi e solo durante questo weekend, sulla casella dell’Associazione Rousseau, è arrivata in media una email al minuto sulla mancata costituzione del Superministero che sarebbe dovuto nascere dalla fusione di Mise e Ambiente, come previsto dal quesito a garanzia dell’avvio del governo».

Il flebile appello a «non creare una divisione nel gruppo parlamentare»

«Se non sarà possibile sottoporre un nuovo quesito agli iscritti, credo sia comunque importante non creare una divisione nel gruppo parlamentare – prosegue Casaleggio –. Molti parlamentari mi segnalano che vorrebbero votare contro non essendo passibili di sanzioni disciplinari sulla base dei precedenti e delle regole attuali. Ma credo sia importante in questo momento lavorare per la massima serenità di tutti, nel rispetto di regole e principi che ci siamo dati. Per questo motivo – conclude il suo appello a un’unità impossibile Casaleggio – auspico che chi senta il disagio nel sostenere questo Governo, percorra la scelta della astensione».

Conte pronto ad armare il pugno dei ribelli scontenti?

Ma la soluzione indicata da Casaleggio non placa gli animi. Anzi. Come riferisce Il Giornale in queste ore in un documentato servizio sulla faida grillina, «una ventina di parlamentari sono ormai dati per persi. In gran parte hanno idee «sovraniste» e antieuropeiste, ma tra i critici ci sono anche esponenti considerati più «progressisti». Non si escludono smottamenti nemmeno tra i contiani. Sono vivi i sospetti, da parte dei più vicini a Luigi Di Maio, di un Giuseppe Conte desideroso di armare la mano degli scontenti per mettere in difficoltà il governo. Ed è sempre più fondato – conclude il quotidiano diretto da Sallusti – il timore dei vertici che al Senato i ribelli possano formare un gruppo autonomo. Servono almeno dieci senatori. E i numeri ci sono»...

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