L’Istat: famiglie in via di estinzione. Calano matrimonio e unioni civili, comprese quelle gay

giovedì 18 Febbraio 13:43 - di Redazione
Istat

Calano i matrimoni e così le unioni civili. Anche i divorzi diminuiscono mentre resta stabile il numero delle separazioni. In compenso, si alza di circa due anni rispetto a un decennio fa l’età in cui ci si sposa. Un figlio su tre, infine, nasce fuori dalle nozze. È questa in sintesi la fotografia che si ricava dal report dell’Istat sulla famiglia italiana. L’anno preso in considerazione, in quanto offre statistiche complete, è il 2019. In quell’anno abbiamo registrato 184.088 matrimoni, cioè 11.690 in meno rispetto al 2018. Il calo riguarda soprattutto i primi matrimoni. Ma scendono del 2,5 per cento anche le seconde nozze o successive che vedono però aumentare la propria incidenza sul totale. In pratica ogni cinque celebrazioni, almeno uno degli sposi è alle seconde nozze.

Istat: in 20 anni le libere unioni sono quadruplicate

Il numero dei divorzi (85.349) diminuisce del 13,9 rispetto al picco del 2016 dovuto alle norme sul “divorzio breve” che ne avevano semplificato e velocizzato le procedure. Pressoché stabili le separazioni (97.474). I primi matrimoni (146.150) fanno registrare un nuovo minimo rispetto a quello del 2017  (152.500). Il numero di unioni tra partner dello stesso sesso è invece a quota 2.297. Il calo dei primi matrimoni è in parte correlato alla progressiva diffusione delle libere unioni, più che quadruplicate negli ultimi 20 anni: da 340.000 a 1.370.000.  In continuo aumento anche le convivenze prematrimoniali. Ma, spiega l’Istat, «è soprattutto la protratta permanenza dei giovani nella famiglia di origine a determinare il rinvio delle prime nozze». Le cause di tale permanenza sono note. Su tutti, tempi formativi lunghi; difficoltà nel trovare lavoro, precarietà occupazionale, difficoltà di trovare casa.

Nelle coppie miste prevalgono rumene e marocchini

Quanto alle nozze con almeno uno sposi straniero, l’Istat ne ha contate 34.185. Nelle coppie miste la tipologia più frequente (17.924, pari al 9,7 per cento) è quella in cui italiano è lo sposo. Le donne italiane che hanno scelto un partner straniero sono 6.243 ovvero il 3,4 del totale. I nostri connazionali che nel 2019 hanno sposato una cittadina straniera hanno nel 17 per cento dei casi una moglie rumena, nel 14 un’ucraina, nel 6,5 una brasiliana e nel 6,3 una russa. Le donne italiane hanno più spesso sposato marocchini (15,2) o albanesi (9,7).

A Roma e Milano primato delle coppie omosex

Capitolo unioni civili: nel 2019 sono state 2.297  quelle tra coppie dello stesso sesso. Una tipologia in costante calo rispetto agli anni precedenti. Per l’Istat, infatti, «il fenomeno si sta progressivamente stabilizzando». Sotto il profilo territoriale, il 37,9 delle unioni civili è nel Nord-Ovest, seguito dal Centro (26,7). Tra le regioni, in testa troviamo la Lombardia (24,5 per cento) seguita dal Lazio (15,3), grazie all’effetto-metropoli di Roma e Milano, rispettivamente incidenti sul totale con il 10,8 e il 9,5 per cento. L’ultima novità riguarda il tipo di matrimonio. Il rito civile ha sorpassato quello religioso. Ora sono oltre più della metà.

 

 

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