La giunta Zingaretti apre all’aborto “fai da te”: nel Lazio via libera alla Ru486 fuori dagli ospedali

lunedì 1 Febbraio 20:54 - di Agnese Russo
lazio aborto

La Regione Lazio apre all’aborto “fai da te”. La giunta Zingaretti, infatti, ha recepito le linee guida emanate ad agosto dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che consentono l’uso della pillola abortiva Ru486 fuori dagli ospedali, in regime di Day hospital o ambulatoriale, che prevede l’assunzione anche a casa.

La Regione Lazio apre all’aborto “fai da te”

La novità è stata salutata come un successo da Radicali e femministe e da un’associazione come la “Luca Coscioni”, che ha chiesto che ora tutte le Regioni si adeguino. Le associazioni ProLife, come “Scienza & Vita”, hanno però ricordato che in questo modo le donne saranno “più sole e più a rischio”. Sul tema, poi, l’associazione ProVita & Famiglia aveva già lanciato a dicembre una campagna di comunicazione molto forte, con affissioni di maxi manifesti in diverse città in si chiedeva: “Prenderesti mai un veleno?”. Con questa scelta “la Regione Lazio non fa un passo avanti, ma ne compie due indietro”, ha poi avvertito la consigliera regionale di FdI, Chiara Colosimo.

Colosimo: “Scelta ideologica, mette a rischio le donne”

“La decisione della Regione Lazio di recepire le scellerate linee guida del ministro Speranza sulla somministrazione della pillola abortiva Ru486 anche nei consultori e negli ambulatori non è una vittoria, ma una pericolosa banalizzazione dell’aborto. È una scelta ideologica che contrasta il dettato della legge 194. E non garantisce più diritti alle donne, ma le espone maggiormente ai rischi dell’aborto farmacologico“, ha sottolineato Colosimo. “La Regione Lazio non compie nessun passo in avanti, ma ne fa due indietro. Ed è vergognoso – ha sottolineato l’esponente di FdI – che si tenti di vendere questa decisione come una conquista”.

L’impegno di FdI per sostenere la famiglia e la vita

“FdI – ha quindi chiarito Colosimo – continuerà a chiedere a ministero, Regione e Istituzioni in generale tutte le iniziative possibile per sostenere la famiglia; la natalità; la vita nascente. Soprattutto ora che l’emergenza Covid sta acutizzando le fragilità e mette a dura prova le famiglie, in particolare dal punto di vista economico”. “È triste constatare che la sinistra preferisce sempre altre strade, apparentemente più rapide e indolori ma che nascondono rischi più grandi, e trascuri il sostegno alla vita e alla famiglia. Un’attenzione – ha concluso Colosimo – che mi sarei aspettata dall’assessore D’Amato, in prima linea nell’emergenza sanitaria per salvare quante più vite umane”.

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