Aborto facile, indecente blitz estivo della sinistra al governo. FdI chiede il ritiro delle linee guida

domenica 23 agosto 19:55 - di Monica Pucci

“Consultori e donne, la legge parla chiaro” è il titolo di un’analisi con cui l’Avvenire, il quotidiano dei vescovi, afferma come “continui a suscitare perplessità la decisione ministeriale di coinvolgere i consultori familiari nella
pratica abortiva”.  L’aborto facile e fai da te, direttamente nei consultori, con una pillolina ingerita come se fosse una zigulì, dovrebbe indignare tutti, non solo i cattolici. Ma fa decisamente felice l’ala sinistra della maggioranza…

Le linee guida sull’aborto che offendono i cattolici

La questione nasce dalle nuove linee guida pubblicate dal ministero della Salute sull’aborto farmacologico, che introducono due importanti novità: cancellano l’obbligo di ricovero per l’utilizzo della pillola abortiva Ru486 e ne consentono l’uso fino alla 9 settimana. “Alterare questa disciplina con una semplice circolare – come fanno le nuove linee guida del Ministero della Salute che disciplinano il ricorso alla pillola abortiva -, e non attraverso una modifica parlamentare della legge vigente, darebbe vita a unaviolazione della Costituzione”, spiega l’analisi. “La rete consultoriale – ribadisce l’analisi – nasce con la finalità esattamente opposta: fornire un’alternativa alle donne che pensano di trovarsi costrette dalle circostanze più varie a spegnere in grembo la vita del proprio bimbo. È quanto emerge dalla legge 405 del 1975, che ha istituito i consultori. La sua prospettiva – spiega il giornale – risulta ben chiara fin dall’articolo 1, che tra gli scopi di queste strutture…”.

La Meloni parla di “indecente blitz estivo”

Sulla stessa  posizione del quotidiano dei vescovi anche Fratelli d’Italia. “Le nuove linee guida sulla somministrazione della Ru486 rappresentano l’ennesimo tentativo del Governo di forzare e modificare la legge tramite un atto amministrativo. La 194 indica in maniera tassativa i luoghi dove è consentito praticare l’interruzione volontaria di gravidanza e tra questi non ci sono i consultori familiari. Ai consultori la legge attribuisce un’altra funzione: assistere e aiutare la donna a rimuovere le cause che porterebbero all’interruzione volontaria di gravidanza, non di certo una struttura dove praticare l’Ivg”. È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

“Sancire attraverso delle linee guida ministeriali, un atto senza forza di legge, che l’aborto si può praticare anche nei consultori è contro la legge e palesemente incostituzionale. Anche per questa ragione, Fratelli d’Italia chiede al ministro Speranza di ritirare immediatamente queste vergognose linee guida: un provvedimento che banalizza l’aborto farmacologico in una pratica ”fai da te” e abbandona le donne a se stesse, esponendole ad enormi rischi per la loro salute.

“Se il Governo e la sua maggioranza intendono cambiare la 194, abbiano il coraggio di proporlo apertamente e pubblicamente. Inaccettabile e contro la Costituzione il tentativo di farlo sottobanco e con indecenti blitz agostani”, conclude Meloni. Viene da chiedersi, a questo punto, perché i cattolici non “sfiducino” il governo Conte…

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