Il neoministro Cingolani in conflitto di interessi. Di Battista: fondi al laboratorio della moglie

martedì 16 Febbraio 17:56 - di Francesco Severini
Cingolani

Alessandro Di Battista, l’ex M5S in rotta con la svolta pro-Draghi, e Il Fatto quotidiano all’attacco del neoministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani. Alla vigilia del discorso che il premier Mario Draghi terrà alle Camere per ottenere la fiducia arriva la picconata di Dibba. Che chiede a Cingolani di chiarire un possibile caso di conflitto d’interessi quando era a capo dell’Istituto Italiano di Tecnologia.

Cingolani, la vicenda portata alla luce dal Fatto quotidiano

Sulla vicenda ha scritto il Fatto Quotidiano, denunciando che Cingolani, quando gestiva l’Istituto Italiano di Tecnologia, ha elargito 3 milioni e mezzo di euro al laboratorio di nanotecnologie di Lecce diretto dalla sua ex-moglie.

“Nel 2006 – scrive Il Fatto –  Roberto Cingolani trasferì 3,5 milioni di euro dai fondi dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit), di cui era direttore dal 2004, al Laboratorio nazionale di nanotecnologie di Lecce. Diretto dalla moglie Rosaria Rinaldi (oggi ex moglie) e da lui stesso fino al 2004”.

Il travaso di fondi possibile per il doppio ruolo di Cingolani

“Il travaso di fondi – continua il quotidiano – è stato possibile grazie al doppio ruolo di Cingolani in quel momento. Dal 2004 direttore Iit nominato da Giulio Tremonti e, fino al 2006, responsabile della fase di accorpamento dell’Istituto nazionale di fisica della materia (Infm) dentro il Cnr su nomina dell’allora presidente Cnr Fabio Pistella. Era stato Cingolani a fondare il Laboratorio nazionale di Nanotecnologie di Lecce nel 2001, quando ricopriva la carica di vicedirettore Infm. Lo ha diretto fino al 2004, anno in cui Cingolani si sposta ad Iit e la moglie Rinaldi diventa responsabile dello stesso laboratorio. Athanassia Athanassiou, la seconda moglie di Cingolani, fisica della materia, è tra i primi ricercatori ad essere assunta a tempo indeterminato presso l’Iit”.

Di Battista: anche i tecnici devono dare risposte

“Credo – attacca Alessandro Di Battista – sia un dovere di un ministro della Repubblica dissipare qualsiasi dubbio sulla sua condotta passata e su possibili conflitti di interesse. D’altro canto una sana opposizione ad un governo di tutti è utile alla stessa democrazia. Anche i tecnici hanno il dovere di rispondere alla pubblica opinione”.

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