Il metodo Draghi sconcerta i partiti: non ci ha fatto neanche una telefonata…

venerdì 12 Febbraio 8:14 - di Adele Sirocchi
Draghi

Il metodo Draghi sconcerta i partiti. Il premier incaricato si muove nella più totale riservatezza. Non nei palazzi della politica ma in stanze a prova di segretezza, come la foresteria del Comando Generale dell’Arma.

I colloqui segreti di Draghi

Lì, racconta Repubblica, Mario Draghi  “ha ascoltato e parlato con i potenziali ministri. La lista dei cosiddetti “tecnici” è stata costruita in quell’angolo del quartiere Parioli. L’altra lista, quella dei politici, in questa prima fase, è gestita invece dal Quirinale. In una sorta di divisione istituzionale dei compiti. Il sistema Draghi, infatti, è questo. Procedere per gradi. Prima sondare la disponibilità di chi è al momento un “esterno” per poi passare alla squadra composta da chi è già un “interno””.

I partiti e la rosa dei candidati ai ministeri

I partiti non hanno certo mancato di inviargli la rosa dei loro candidati. I nomi sono quelli che ormai tutti sanno. Giorgetti e Giulia Bongiorno per la Lega, Franceschini, Gualtieri e Orlando per il Pd, Bellanova, Rosato e Boschi per Italia Viva, Tajani e Anna Maria Bernini per Forza Italia e infine Di Maio e Patuanelli per il M5S. 

I ministri scelti da Draghi con il Capo dello Stato

Ma Draghi i ministri li vuole scegliere con il presidente della Repubblica, seguendo la prassi dettata dall’articolo 92 della Costituzione. Ed è proprio questa rivoluzione di metodo a lasciare di stucco i partiti. Il Messaggero a questo proposito riporta lo scambio di battute raccolto in piazza Montecitorio. “A noi – dice un esponente del Pd – Draghi non ha mandato alcun segnale, neanche un sms, non vuole avere neanche una short list da cui pescare…”. “Tranquillo – gli risponde un esponente di Forza Italia – non ha chiamato neanche Berlusconi. Ma prima di mettere in squadra uno dei nostri dovrà almeno consultarci…”.

Malumori nei partiti: ci darà il ministero delle acque lacustri?

“Basta che – ha commentato a quel punto un leghista – non ci mandi a fare i ministri alle acque lacustri o alla pulizia dei tombini di Roma…”. Sconcerto, dunque, che può virare in malumore da un momento all’altro. La lista in ogni caso sarà pronta stasera, forse domani mattina. La politica “commissariata” se ne deve stare un po’ in punizione.

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