Giorgia Meloni: «L’incapacità di Conte, M5S, Pd e Renzi ha portato al disastro. Con loro non governo»

domenica 7 Febbraio 9:50 - di Giorgio Sigona
Giorgia Meloni

«Non governo con Pd e 5 Stelle. È una promessa fatta a tutti gli italiani che ci sostengono. Ed è una regola che vale pure se il premier è Mario Draghi, Del resto, da persona seria qual è, non ha cercato minimamente di convincermi. Si è messo all’ascolto. Atteggiamento garbato e apprezzabile». Lo afferma Giorgia Meloni, in un’intervista a Libero. «Il punto, però, è che non abbiamo avuto ancora modo di capire bene che cosa intenda fare lui. E purtroppo sappiamo perfettamente che cosa hanno già fatto le forze della precedente maggioranza, candidata oggi a governare con lui».

Giorgia Meloni: uniscono flat tax e patrimoniale?

Siamo arrivati a questo punto «per l’incapacità strutturale di Conte, Pd, 5 Stelle e Renzi di affrontare l’ordinario. Figuriamoci lo straordinario. Il tutto, oggi come ieri, è espressione di questo Parlamento ridotto al grado Ciampolillo. Lo stesso, piaccia o no, con cui dovrà interfacciarsi quotidianamente Mario Draghi». Per la leader di FdI, «il livello del premier incaricato è fuori discussione. Siamo una Repubblica parlamentare. Ed è in Aula che le proposte, anche le più ambiziose e condivise, devono passare. Per questo mi auguro che emerga presto e con chiarezza, prima possibile, la sua agenda. Fatico a immaginare che si possa fare sintesi fra la flat tax e la patrimoniale».

La “foto” del nuovo Consiglio dei ministri

I sondaggi dicono che non vi è tanta voglia di votare. E il gradimento per il governissimo cresce. «E si stupisce?», risponde Giorgia Meloni. «La “beatificazione” a reti e redazioni quasi unificate nei confronti di Draghi penso che stia mettendo in imbarazzo lui stesso. Il primo effetto concreto, però, si avrà con la “foto” del nuovo consiglio dei ministri: con Conte, Di Maio, Speranza in bella vista. O una squadra di tecnici al loro posto. E poi con le prime scelte che verranno fatte: perché non esistono opzioni tecniche, tutto è politica. È tecnica la decisione di “convivere con” e non subire il Covid? È tecnica la scelta che si dovrà fare davanti alla ripresa degli sbarchi? I cittadini avranno presto un quadro più chiaro».

La posizione della Lega

Poi c’è la questione Lega.«Ci possono essere vari motivi per i quali Salvini e la Lega hanno reputato più vantaggioso sostenere Draghi. Non entro nelle loro dinamiche perché la caratteristica di FdI è sempre stata quella di non fare tatticismi. I numeri in Parlamento li ha il centrosinistra. C’è una ragione per la quale il centrodestra non sta governando in questa legislatura e l’hanno governata, nell’ultimo anno e mezzo, Pd e 5 Stelle: hanno la maggioranza. Che FdI entri o meno nel governo, vinceranno sempre loro. Indovinate soprattutto dove? Sulle questioni dirimenti, come l’immigrazione. Lì il governo dirà: “Mi rimetto all’Aula”. E chi vincerà? Pd e M5s. Stare all’opposizione, invece, costringe il governo a mediare. Per questo è molto più significativo e utile alle idee del centrodestra che FdI stia fuori».

Giorgia Meloni e la scelta del Cav

«Le scelte dei partiti sono sempre sovrane e libere», dice ancora Giorgia Meloni. «Quella di Silvio Berlusconi è una posizione già ampiamente prevedibile. Perché il centrodestra esista è necessario allora che qualcuno presidi il campo rifiutando di mescolarsi con la sinistra. Ed è quello che faremo noi. Quando questa esperienza finirà, gli alleati troveranno chi ha continuato a lavorare per assicurare agli italiani quel governo autorevole che chiedono i loro stessi elettori».

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