Feltri: “Caro Draghi, quest’Europa è un bidone. Se siamo nella me… con i vaccini è colpa della Ue”

sabato 20 Febbraio 15:24 - di Gabriele Alberti
Feltri Draghi

“Caro Mario Draghi, quest’Europa è un bidone”. Titolo più diretto e urticante Vittorio Feltri non poteva trovarlo nell’editoriale di Libero in edicola il 20 febbraio. Il contenuto è ancora più chiaro e prende come dato di partenza l’europeismo sbandierato e riscoperto da tutti i parlamentari dei partiti: dal primo all’ultimo come un disco rotto si sbracciano per compiacere Draghi: “ci hanno fatto la testa grossa con l’esaltazione dell’Europa quasi fosse l’anticamera del paradiso”. “Non vi è partito che non ammetta di essersi convertito all’europeismo più spinto”.  “A parte Giorgia Meloni non esiste politico italiano che non scodinzoli davanti al nuovo governo”.

Feltri a Draghi: “Il disastro vaccini della Ue genera disperazione”

Ora, ammette Feltri, tutti possono avere idee e mutarle  legittimamente. Tuttavia, una segnalazione a Draghi è d’obbligo, è il pensiero di Feltri. Moltoci sarebbe da obiettare ” circa l’affidabilità e l’efficienza della UE. Al cui carro sgangherato possiamo agganciarci – scrive il direttore – nella speranza di risollevare le sorti nazionali. Però permettetemi di fare notare, e di segnalare a Draghi (…) che, se siamo nella merda fino al collo con il Covid, lo dobbiamo alla circostanza di aver affidato all’Unione il compito di acquistare e distribuire i vaccini”. Badilata feroce. “Essi purtroppo non arrivano da noi se non a spizzichi e bocconi, cioè in numero irrilevante ovvero insufficiente a coprire il fabbisogno”.

“La Ue è un catorcio burocratico”

Dunque, è il ragionamento, non è che le istituzioni europee rassicurino poi tanto. Draghi, ex numero uno della Bce, è un po’ l’alfiere dell’Europa. Feltri gli manda a dire un po’ di cosette non proprio secondarie. Dal flop dei vaccini dipendono innumerevoli guai: la paura del contagio, le categorie paralizzate, il terziario fermo, l’economia in coma. Dunque, inutile girarci intorno: “Il discorso è drammaticamente semplice: la mancanza di dosi salvifiche è causa di disperazione. È del tutto evidente che la responsabilità del disastro sia da attribuirsi all’Europa; incapace di comprare sul mercato l’antidoto e di assegnarlo ai Paesi membri”.

Guardare l’Inghilterra per credere

Vale il discorso contrario, è il parere di Vittorio Feltri. “L’Inghilterra, potendo vantare la Brexit, si è arrangiata in proprio ad approvvigionarsi delle decantate iniezioni, ed è avviata a risolvere il problema della terribile malattia”. La chiosa è pesantissima: “È la prova che la lodatissima UE, in realtà, è un catorcio burocratico non in grado nemmeno di badare alla salute dei popoli“. Draghi dovrà far qualcosa e presto.

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