“Effetto SuperMario” sui mercati: volano i titoli bancari. Bene anche Tim. Spread in forte calo

mercoledì 3 Febbraio 12:25 - di Redazione
SuperMario

Draghi: basta la parola. Almeno sui mercati, di cui è tra i massimi conoscitori. Se fossero quest’ultimi e non il Parlamento a votare la fiducia, SuperMario avrebbe già passato l’esame a pieni voti. Lo dimostra innanzitutto lo spread trai nostri Btp e i Bund. È bastata la notizia della convocazione da parte di Mattarella per vagliare l’ipotesi di un nuovo governo per far scendere il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco dai 116 punti di ieri a 107. Quanto al rendimento del Btp, è ora a quota 0,58 per cento.

Gli investitori scommettono su SuperMario

Rimbalzo positivo anche a Piazza Affari. A pochi minuto dall’avvia delle contrattazioni, l’indice medio (Ftse Mib) della Borsa di Milano ha fatto segnare un rialzo del 2,15 per cento a quota 22.541,72 punti. A condizionare gli orientamenti della Borsa, tuttavia, non c’è solo Draghi. Gli investitori, oltre che alla situazione interna, guardano ai numeri della pandemia e alla scelta dei democratici Usa di andare avanti da soli sul maxipiano di sostegno all’economia. Dove invece l’incarico all’ex-presidente della Bce di formare il nuovo governo ha dispiegato fino in fondo il proprio effetto è sui titoli bancari.

Ma ora conta la fiducia del Parlamento

Il titolo di Bper è scattato di oltre il 9 per cento, Banco Bpm del 6,17, Intesa del 6,89 e Unicredit del 7,1. Ma è tutto il paniere principale a registrare decise impennate. Acquisi forti si registrano infatti anche su Tim (+3,91 per cento), su Atlantia (+7,42) e sull’energia (Enel ed Eni +2,04 per cento). I mercati, dunque, scommettono su Supermario. Per gli analisti di Equita, ha «l’autorevolezza per fare le riforme che servono all’Italia e anche per gestire al meglio le risorse del Recovery Fund». Ma quel che più conta ai loro occhi è la possibilità legata al suo nome di «spostare flussi di capitale sull’Italia». Insomma, la fiducia dei listini c’è tutta. Ora deve arrivare quella del Parlamento. L’unica che al momento conta davvero.

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