Draghi: grazie per la stima. Salvini ironizza su Ciampolillo. Il caso di Ciriani “oscurato” dalla Rai

mercoledì 17 Febbraio 22:34 - di Adele Sirocchi
Draghi fiducia

Ha avuto una battuta per tutti Mario Draghi nella sua replica al Senato. Cultura, ambiente, legalità, lotta alla criminalità, ripresa del turismo. E ha affrontato anche il tema trascurato nel discorso di esordio: l’immigrazione.

Draghi si è scusato per non aver parlato di immigrazione

Una mancata citazione che aveva creato qualche imbarazzo in casa Lega e sulla quale aveva ironizzato Ignazio la Russa nel suo intervento. Il premier ha cercato di rimediare (“Mi scuso se non ho affrontato il tema dell’immigrazione”) affermando che il problema dell’immigrazione potrà avere una sua risposta efficace solo se le istituzioni europee si assumeranno le loro responsabilità. C’è uno stallo politico – ha detto Draghi – con la contrapposizione tra i Paesi più esposti ai flussi, come l’Italia, e quelli del Nord Europa che vogliono evitare movimenti secondari di migranti dallo Stato di primo ingresso. La linea su cui insistere per il premier è dunque quella della redistribuzione dei migranti pro quota. “Gli interventi del dibattito – ha concluso – hanno dimostrato la consapevolezza del disastro economico, sanitario, sociale, educativo e culturale. E’ con questa consapevolezza che questo governo costruirà nei fatti con sia la sua credibilità. Ringrazio per la stima ma anche questa dovrà essere giustificata e validata nei fatti del governo da me presieduto”.

Bellanova: ci riconosciamo nel programma del premier

Nel dibattito che è seguito alla replica di Mario Draghi Teresa Bellanova, intervenuta per Italia Viva, ha rivendicato il risultato ottenuto portando Draghi al governo: “Nel suo programma – ha detto –  ritroviamo molti punti del nostro riformismo, nell’interesse delle persone e dei territori”.

Ciriani: la strada più difficile è quella della coerenza

Per Fratelli d’Italia il capogruppo Luca Ciriani ha annunciato il voto contrario. “Noi – ha detto – abbiamo scelto la strada più difficile, quella della coerenza. In un panorama in cui i partiti dicono il lunedì una cosa e il martedì un’altra noi per questa nostra scelta di coerenza meritiamo rispetto. Noi siamo destra di governo ma non con qualsiasi governo e a qualsiasi costo”. “Noi – ha aggiunto – abbiamo scritto un patto con gli elettori: mai con il Pd, mai con i 5 Stelle. Nella vita come in politica le promesse si mantengono, costi quello che costi”. Ciriani ha infine criticato il fatto che Draghi non ha mai nominato la disperazione degli operatori della montagna e ha anche chiesto la rimozione del commissario Arcuri. Mentre Ciriani concludeva la sua dichiarazione di voto la Rai ha mandato la pubblicità, oscurando la voce dell’unica opposizione al governo Draghi. Una scelta che non è piaciuta a Giorgia Meloni. “Prove di regime – ha scritto Meloni sulla sua pagina Fb –  al Senato la televisione di Stato decide di mandare la pubblicità durante l’unica dichiarazione di voto in dissenso con il governo Draghi, quella di Luca Ciriani, Capogruppo di Fratelli d’Italia. Vergogna”.

Il Pd: mettiamo da parte le divisioni

Andrea Marcucci, a nome del Pd, ha sottolineato l’importanza del passaggio in cui Draghi ha sancito l’irreversibilità dell’euro. Il Pd risponde all’appello fatto dal presidente della Repubblica ma non senza elogiare l’operato della precedente maggioranza. “Faremo uno sforzo per abbandonare le divisioni e per metterci al servizio del Paese. Draghi deve essere la sintesi, con la sua autorevolezza, di una maggioranza composita”. Sui temi divisivi – ha aggiunto Marcucci – dobbiamo avere il coraggio di parlare per tempo ma senza mettere in difficoltà il governo.

Bernini (FI): il discorso di Draghi ci ha convinto

“Questo governo è nato anche grazie al contributo di Silvio Berlusconi”: lo ha rivendicato Annamaria Bernini nella dichiarazione di voto a nome di Forza Italia. “Il suo discorso ci ha convinto ad accordarle una fiducia responsabile, un discorso serio ma molto empatico. Ci ha emozionato la sua commozione. Troverà nei senatori di FI degli alleati competenti, connessi con i territori e con il mondo reale”.

Salvini: siamo al suo fianco, ma subito i vaccini per tutti

“La ringraziamo per avere riportato serietà in quest’aula, non vediamo Ciampolillo…”: ha esordito così Matteo Salvini prendendo la parola per la dichiarazione di voto. Quindi ha citato De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Europa: “Diceva che la libertà occidentale va difesa ad ogni costo, siamo con lei in questa opera di difesa a prescindere da tutto”. Quindi ha detto che si può cedere “una quota di sovranità se è democratica l’entità cui si cede questa quota”. “Non penso – ha detto ancora Salvini – che i padri fondatore dell’Europa pensassero all’Europa dell’austerity e dei vincoli di bilancio. Se l’Europa sbaglia a ordinare i vaccini criticarla non è un diritto ma un dovere”. Sui vaccini Salvini ha detto che va fatta qualsiasi cosa sia utile a salvare la vita delle persone “e bene fanno quei governatori che si rivolgono altrove”. E ha anche aggiunto che “non ne possiamo più di virologi che terrorizzano in tv il popolo italiano”. Ha elogiato, concludendo, le parole di Draghi sui rimpatri. “L’Europa ci chiede di difendere i nostri confini che sono i confini dell’Europa”.

Il M5S: il nostro sì non è senza condizioni, non lo dia per scontato

Per Il M5S il senatore Ettore Licheri ha parlato di una crisi politica che aveva una sola ragione: uccidere politicamente il presidente Conte. “Abbiamo visto luci incoraggianti nel suo discorso, la continuità col governo Conte e il riconoscimento delle cose buone fatte”. Licheri ha in pratica, come tutti gli altri esponenti M5S che hanno preso la parola, sottolineato soltanto la bontà dell’operato del governo Conte, mostrando ancora risentimento per la mancata nascita del Conte ter.  “Noi le romperemo le scatole -ha promesso Licheri – non dia mai per scontato il nostro sì, che non è incondizionato”.

 

 

 

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