Dossier Alitalia sul tavolo di Draghi, stipendi a rischio. E il 25 febbraio lavoratori in piazza

venerdì 19 Febbraio 20:39 - di Giovanni Pasero
Alitalia

Il dossier Alitalia sarà uno dei primi che il governo Draghi dovrà affrontare. Innanzi tutto perché soldi in cassa non ce ne sono. Inoltre, perché la questione, rimbalzata da un governo all’altro, deve essere risolta prima della ripartenza del trasporto aereo, non prevista prima del 2022.

La Ue ha bloccato altri aiuti di Stato

La compagnia rischia infatti di non pagare gli stipendi alla fine di febbraio. La commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager, non ha fatto aperture all’erogazione di nuovi sussidi pubblici. Una soluzione non semplice, sia per le ricadute economiche, logistiche ed occupazionali. Un tema che torna in auge, riportando in pista Lufthansa, che sembrava ormai definitivamente uscita di scena. Secondo le ipotesi del quotidiano La Repubblica, “il governo Draghi sta valutando le possibili soluzioni per tenere in piedi il progetto, riducendo al minimo i disagi per i dipendenti e cercando da un lato di accontentare l’Europa che chiede discontinuità tra vecchia e nuova società e dall’altro provando a mettere la nuova compagnia su un percorso sicuro e duraturo”.

L’opzione Lufthansa su Alitalia

L’opzione di una partnership con Lufthansa o con Air France-Klm era stata indicato dall’amministratore delegato di Ita, Fabio Lazzerini, parlando di alleanza per la nuova compagnia in occasione della presentazione del nuovo piano industriale. Un tema fondamentale, questo, perchè “una compagnia che parte adesso difficilmente può vivere fuori da una grande alleanza”. Sempre come ha spiegato l’ad di Ita il percorso sarebbe quello di un’alleanza commerciale che poi “nel futuro potrebbe diventare una partnership più stretta”.

Rampelli: “In piazza con i lavoratori di Alitalia”

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi “dica chiaramente se vuole dotare l’Italia di un vettore nazionale forte e competitivo sul mercato, in grado di incrementare le attività di volo, rafforzare il segmento manutentivo, tutelare i lavoratori, riscrivere nuove regole per i lowcost e ripensare una nuova gestione degli aeroporti. Oppure se in nome dell’‘europeismo’ – tanto citato proprio in questi giorni dallo stesso premier – si avvia a regalare Alitalia alla Lufthansa, rinforzando una compagnia concorrente e favorendo l’economia tedesca”. Ad affermarlo in una nota è Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

“Negli ultimi anni il futuro di Alitalia – osserva – è rimbalzato da un governo all’altro, senza successo. Adesso che il dossier è sul tavolo del nuovo presidente del Consiglio vorremmo capire cosa accadrà alla nostra compagnia di bandiera, perché se la prospettiva e di svenderla per cederla al mercato straniero – come da indiscrezioni dell’ultim’ora – troverà il nostro ‘no’. Un’azienda lasciata in sofferenza da Conte, senza strategia industriale, con una flotta aerei dimezzata e con la metà dei dipendenti. Lavoratori che il 25 febbraio prossimo manifesteranno in piazza Montecitorio e noi saremo lì a sostenerli”, conclude.

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