Coronavirus, è allarme per un nuovo effetto devastante. Salgono i contagi e i decessi

martedì 9 Febbraio 20:06 - di Gabriele Alberti
Coronavirus

Il bollettino del 9 febbraio registra una lieve risalita di contagi e di decessi. I nuovi casi di coronavirus sono 10.630 (ieri erano +7.970), mentre i decessi sono 422 (ieri erano +307). Numeri che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 92.002 e i casi a quota 2.655.319 da febbraio 2020.  Il tasso di positività è del 3,9%.  I guariti salgono a 2.149.350  (+15.827). I casi attualmente positivi sono 413.967 (-5.637), di cui 19.512 ospedalizzati con sintomi, mentre i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 2.143. La regione con il più alto numero di infezioni giornaliero è la Lombardia. I vaccinati in totale sono 2.659.849.

Coronavirus, cervello sotto attacco

Ma c’è anche un nuovo allarme che è uno degli effetti più devastanti del coronavirus. E’ la Fase Rem che viene presa di mira dall’angoscia che da un anno ci attanaglia. Lo scrive la dottoressa e scrittrce Melania Rizzoli su Libero in un articolo da leggere con attenzione:  “La pandemia in corso ha cambiato la nostra vita, stravolto le nostre abitudini e modificato la nostra mentalità, inducendoci a pensare in modo diverso. E siccome sognare equivale a pensare di notte, il Coronavirus ha cambiato anche i nostri sogni, incidendo con la sua azione nefasta addirittura sul nostro inconscio”.

Il “sonno Rem” e lo stato di angoscia

“Quando si verificano eventi di forte impatto psicologico essi rendono le giornate inquietanti, alimentando i sentimenti negativi:  come ansia, tristezza e paura”. Tutto questo magma di angoscia “il cervello tenta di scaricarlo la notte”. Il fatto nuovo – dice la dottoressa- è che sempre più spesso ricordiamo i nostri sogni, contrariamente al passato. “Le persone ricordano non uno ma più sogni fatti nella notte, soprattutto quelli con carica emotiva inquietante o spaventosa. Gli incubi che si verificano durante il sonno Rem (rapid eye movement), per esempio, arrivano a svegliare il soggetto in uno stato di angoscia”.

Squilibri bipolari

Dormire poco e male “ha fatto aumentare moltissimo le diagnosi del ‘disturbo bipolare’- prosegue la Rizzoli-  una condizione psichiatrica caratterizzata da gravi alterazioni dell’umore. Alti e bassi ricorrenti, episodi depressivi, legati “ad uno squilibrato funzionamento cerebrale”.  Ancora: “Accade che “prima di svegliarsi il paziente emette qualche suono, o si muove involontariamente, fino a manifestare segnali che indicano l’attivazione del sistema nervoso autonomo: come palpitazioni, sudorazione eccessiva”. La notte spesso diventa un incubo, ricettacolo di  memorie pregresse, popolate di persone conosciute nel passato, o familiari deceduti da tempo

 

 

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