Conte col tavolino davanti Palazzo Chigi: venghino signori, venghino… Io sono ancora qua

giovedì 4 Febbraio 14:44 - di Stefania Campitelli

“Ho sempre lavorato per il bene del paese. I sabotatori sono altrove“. Sono le prime parole di Giuseppe Conte dopo l’incarico conferito a Draghi dal Colle. Ha voluto incontrare i cronisti davanti a Palazzo Chigi. L’ex premier, azzoppato, tradito da Renzi, il rottamatore irresponsabile, fa capire chiaramente che non intende lasciare la scena.

Conte: “Ci sono e ci sarò sempre”

Lo dice chiaramente in una conferenza stampa irrituale, davanti alla sede del governo, con un tavolino in piazza. Un vero e proprio comizio, forse consigliatogli da Casalino. “Io sono qui”. L’avvocato non intende andare in pensione, ma questo si sapeva. Entrerà nel governo Draghi, se riuscirà a comporsi, magari con un ministero pesante? È un’ipotesi che circola, insieme ai boatos che si rincorrono.

L’ex premier attacca i sabotatori

Sarà difficile. Ma di sicuro resterà in campo. Formerà un suo gruppo con gli ex- responsabili costruttori. Ma non è un parlamentare. Si è atteggiato a salvatore della patria per due anni ora deve passare il testimone e non si rassegna.

“Serve un governo politico”

“Con Draghi – dice – ho avuto ieri un lungo colloquio. Gli ho fatto gli auguri di buon lavoro. Io ci sarò“. E ancora: “Auspico un governo politico che sia solido. E abbia sufficiente coesione per operare quelle scelte politiche, eminentemente politiche. Perché le urgenze del Paese richiedono scelte politiche non possono essere affidate a squadre di tecniche”.

L’ex premier rilancia l’alleanza 5Stelle-Pd-Leu

Un esecutivo politico dove poter mettere bocca. Un governo troppo tecnico lo metterebbe alla porta. Per questo Conte rilancia l’alleanza con Pd, 5Stelle e Leu. “Mi rivolgo agli amici dei 5 Stelle: io ci sono e ci sarò. Come pure dico agli amici del Pd e di Leu: noi dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme. Perché il nostro progetto politico, che ho sintetizzato come alleanza per lo sviluppo sostenibile, continui. E’ un progetto forte, concreto, che aveva già iniziato a dare buoni frutti”.

Tutti insieme per modernizzare l’Italia…

Qui la nostalgia è palpabile. L’ex premier dei Dpcm, che in piena pandemia era riuscito a scavalcare il Parlamento, ora spera nella sopravvivenza insieme agli ex compagni di squadra di Palazzo Chigi.  La prospettiva? Realizzare la  modernizzare del Paese, neanche a dirlo.

Tra i primi a commentare un Bettini entusiasta. “Quello di Conte è un discorso politico sintetico ma denso di significati. Sereno, nobilmente costruttivo, in grado di mantenere e rafforzare la prospettiva unitaria del campo democratico“.

 

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