Clamoroso scivolone del “Corriere” su Brunetta. L’intervista sullo smartworking è di otto mesi fa

lunedì 15 Febbraio 20:57 - di Valter Delle Donne
brunetta smartworking

Altro che Burian, sui giornali tira una brutta aria per i ministri del centrodestra. Ne sa qualcosa il neo ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta con la sua intervista resuscitata sullo smartworking. L’esponente di Forza Italia ha ricevuto un bombardamento preventivo da operazione Desert Storm.

Tutto ha avuto inizio sui siti nel pomeriggio. Brunetta si è espresso in modo preciso (otto mesi fa) nei confronti del lavoro da remoto, o come si suole dire, lo smartworking. Lo ha fatto a suo tempo in un’intervista a Tgcom24, ma il Corriere l’ha ripescata soltanto oggi pomeriggio, “spacciandola” per una dichiarazione odierna. Come abbia fatto, non è dato saperlo.

Brunetta e lo smartworking, erano opinioni da deputato

Di certo, la tempesta mediatica è stata devastante. Che cosa aveva detto il  neoministro della Pubblica amministrazione? “Bisogna Riaprire tutto. i Comuni devono funzionare, i tribunali devono funzionare, come funzionano gli ospedali. Non vedo perché se un ospedale funziona, non possa funzionare una scuola, un Comune, un ufficio urbanistica, un tribunale”. E ancora. “Non capisco. Io sono stato alla Camera, con tutti i miei collaboratori, a lavorare per tutto questo tempo. Noi votiamo in un’aula, mantenendo distanziamento, sicurezza, ma si è tornati a lavorare”. Inoltre, aveva aggiunto: “Smettiamola per favore, basta: si torni tutti a lavorare”.

La rettifica di Brunetta: “La mia intervista era del giugno scorso”

Tutte frasi che, pronunciate nel giugno 2020, all’opposizione, avevano un altro senso. Dette oggi da ministro di un governo di unità nazionale, sarebbero state esplosive. Inutile dire che molti osservatori sui Social, avevano commentato sulla intempestività dell’esponente di Forza Italia. Proprio il presidente del Consiglio Mario Draghi si era raccomandato: nessuna dichiarazione programmatica prima della fiducia. Se Brunetta avesse infranto così fragorosamente le regole sarebbe stata la prima grana per il governo. La personalità vulcanica di Brunetta, poi, rendeva perfino plausibile l’intemperanza.

Invece, è stato il Corriere a commettere un errore marchiano. Seguito a ruota da quasi tutti i siti. Eppure, bastava verificare sulla presunta fonte primaria, il sito del Tgcom24, che sul ministro della Pubblica amministrazione non aveva riportato nulla. Troppa fretta di conquistare qualche clic in più? Strano che nessuno abbia notato la distrazione. Oppure, l’ipotesi maliziosa, è che l’occasione per bersagliare Brunetta fosse troppo ghiotta. Un bombardamento preventivo che fa capire che vento spirerà per i ministri del centrodestra. Cari ministri (e ministre) di Forza Italia e Lega, su il bavero e auguri. Ne avete bisogno.

 

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