Chiusi zona rossa, trovati casi di variante brasiliana. Parte lo screening di massa

lunedì 8 Febbraio 17:13 - di Redazione
Chiusi

Chiusi è stata  dichiarata zona rossa. Sono state identificate alcune mutazioni nel gene Spike del virus Sars-Cov-2 specifiche della variante brasiliana in alcuni campioni provenienti dal comune della provincia di Siena. I campioni sono stati analizzati nel laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria senese. I risultati, già condivisi con la Regione Toscana e l’Azienda Usl Toscana Sud Est, dovranno essere verificati e validati dall’Istituto Superiore di Sanità dove sono stati inviati i campioni.

Chiusi e la variante brasiliana

«La regione della Spike analizzata – spiega la professoressa Maria Grazia Cusi, direttore di Microbiologia e Virologia Aou Senese – corrisponde a quella riconosciuta dagli anticorpi neutralizzanti, per questo è necessario individuare le varianti. La variante brasiliana sembra più contagiosa del virus normalmente circolante, ma non abbiamo ancora dati specifici sulla sua pericolosità. Il nostro laboratorio è punto di riferimento per tutta l’area vasta sudest. Anche per le procedure di sequenziamento che sono piuttosto complesse e richiedono alcuni giorni».

Chiusi “zona rossa”:  già 4600 prenotazioni

Sono oltre 4.600 le prenotazioni già effettuate sul portale regionale “Territori Sicuri” per la campagna di screening di massa. I cittadini si stanno sottoponendo, in modo volontario, al test antigenico, recandosi nelle apposite postazioni, allestite in piazza XXVI Giugno a Chiusi Scalo.

«Grazie Chiusi». Lo ha scritto in un post su Facebook il sindaco Juri Bettollini. «La prima mattinata dello screening della nostra città è andata molto bene. Tutti gli appuntamenti rispettati, tranne una piccolissima manciata per giustificati motivi. Chiusi si è dimostrata responsabile, matura e ha espresso davvero un grande senso civico. Chiusi ha compreso il suo problema. Ed ha reagito subito mettendo un campo l’unica soluzione possibile. Diventando così, nella difficoltà, un modello sociale italiano di cittadinanza attiva valorizzando, nei fatti, la sanità pubblica in maniera ineccepibile».

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