Casalino si racconta nel suo libro: il padre violento, il Gf e Conte paragonato a Kennedy

venerdì 12 Febbraio 9:03 - di Riccardo Angelini
Casalino libro

Rocco Casalino è di sicuro il personaggio del Conte bis che rimarrà più a lungo nella memoria degli italiani. Il portavoce pop che meglio di ogni altro incarna il senso narcisistico di rivincita e la brama di potere di chi, partendo dal basso, si sente arrivato in alto.

Il libro di Casalino, “Il portavoce. La mia storia”

Un potere che Casalino sogna di ostentare dinanzi ai suoi nemici, Lo conferma La Verità, parlando del libro autobiografico Il Portavoce. La mia storia (in libreria dal 16 febbraio), da cui è tratta questa citazione:  «Sogno di andare in una tv tedesca importante perché mi vedano quelli con cui sono cresciuto e che mi hanno fatto così male. Sogno che tornino a casa la sera dal lavoro, si siedano a tavola, accendano la televisione, mi vedano. E gli caschi la faccia nel piatto della zuppa».

Nel libro Casalino racconta: il padre lo picchiava e infieriva sulla madre

Un libro – scrive La Verità – “liberatorio come un urlo in cima a una montagna e racconta le vicende di un ragazzo del Sud nato povero, cresciuto con dentro una rabbia vincente (60 alla maturità, laureato in Ingegneria), ma diventato ricco di sconfitta in sconfitta (non trovava lavoro) fino alla consacrazione televisiva”. Un padre violento che picchiava lui e la sorella, genitore mai perdonato (quando il padre è in un letto d’ospedale a pochi minuti dall’ora del destino lui lo osserva e dice: «Muori. Devi morire») per le vessazioni inflitte alla madre.

Casalino a 20 anni aderisce a Rifondazione comunista

Quando la politica fa capolino, il cuore di Casalino batte a sinistra. “A 20 anni aderisce a Rifondazione comunista, Che Guevara e la Taranta, il suo idolo televisivo è Michele Santoro. Sono gli anni di Tangentopoli con le monetine a Bettino Craxi davanti all’hotel Raphael. Per Casalino è una catarsi sociale”.

La partecipazione al Grande Fratello

Poi arriva la notorietà con la partecipazione al Grande Fratello, un passato che Casalino vorrebbe scrollarsi di dosso ma che è è anche il trampolino di lancio per un ragazzo del Sud nato povero, con un ottimo curriculum di studi, pieno di risentimento e ansioso di rivalsa.  Adocchia così la prospettiva di fare carriera in politica.

Giornalista a Telelombardia e TeleNorba

“A una trasmissione da reduci del Gf – scrive La Verità – incontra Barbara Palombelli e le confida il proposito. È un domino: il sindaco di Roma Francesco Rutelli (marito della Palombelli) lo manda da Walter Veltroni che lo rimbalza ai Ds pugliesi. Il ragionamento è poco gramsciano: un volto noto potrebbe dragare voti presso i non militanti. Niente, all’ultimo Casalino si ritira, preferisce provare a fare il giornalista. Prima a Telelombardia, dove sostiene di essere stato licenziato perché criticava troppo duramente la Lega, poi a TeleNorba, pupillo di Lamberto Sposini. È il 2008, c’è il secondo Vaffa Day e Casalino individua il suo nuovo messia: Beppe Grillo”.

La folgorazione: Grillo e poi Giuseppe Conte

Arriva alla politica, dunque, perché vi vede un terreno inesplorato dove le sue ambizioni possono mettere fondamenta. E la ricompensa giunge con il sodalizio con Giuseppe Conte, il padre buono che Casalino non ha avuto, e che per Rocco è simile a Tony Blair e John Kennedy.

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