Bertolaso, la Lombardia ingrana la quarta: «Tutti vaccinati entro giugno. Non prenderò un euro»

martedì 2 Febbraio 16:13 - di Prisca Righetti
Bertolaso vaccinazioni Lombardia

La notizia trapelata ieri, ora è ufficiale. E ad annunciarla in una conferenza stampa di rito è lo stesso governatore Fontana. «Con delibera di giunta abbiamo conferito al dottor Bertolaso la qualità di consulente del presidente per l’attuazione e il coordinamento del piano vaccinale anti-covid19 per la Regione Lombardia», ha spiegato il presidente Fontana. Che poi ha anche aggiunto: «Sono orgoglioso di dire che Bertolaso ha dato la sua disponibilità a collaborare di nuovo con la Regione in questo momento complicato».

Bertolaso, è ufficiale: è il consulente di Fontana per il piano vaccinale della Lombardia

Una dichiarazione d’intenti chiara. Come cristalline sono le intenzioni mirate dell’ex capo della Protezione Civile. L’obiettivo ribadito da Guido Bertolaso nell’incontro con i giornalisti è vaccinare tutti i lombardi entro l’estate. «Tutto il sistema Lombardia sarà coinvolto. Tutti dovranno dare il loro contributo per vaccinare 10 milioni di italiani auspicabilmente entro l’estate», dice in conferenza stampa il consulente neo incaricato, definendolo «un traguardo assolutamente possibile». Sempre che le dosi di vaccino «arrivino». Dunque, si riparte: Bertolaso guiderà, come già appreso nelle scorse ore, il piano vaccinale anti-Covid19 per la Lombardia. Ma si ricomincia da un se significativo. Espresso e spiegato dagli addetti ai lavori nel punto stampa. E che, su flop della campagna vaccinale e ritardi nelle consegne delle dosi, rilevano chiaramente: «Il nostro consulente ci darà una mano in questo momento importante nella campagna vaccini. Che giorno dopo giorno si evolve con notizie contraddittorie», aggiungono, riferendosi alle novità sul vaccino Aifa agli over 55. Bertolaso, chiude quindi la questione Fontana, «ci dà sicurezza dell’ottimo risultato che otterremo».

L’obiettivo: vaccinare tutti i lombardi entro giugno

Per vaccinare entro l’estate, Bertolaso intende coinvolgere quante più associazioni possibili: dalla Croce rossa agli alpini. Insieme ad almeno «ventimila» volontari di protezione civile della Regione per portare avanti la campagna. E ancora: «Chiederemo anche a chi è andato in pensione di dare una mano, ci sarà uno straordinario gioco di squadra», afferma soddisfatto Bertolaso. Quindi sottolinea: «Vaccinare gli italiani per un medico o un infermiere dovrebbe essere un dovere morale». Al momento, si stanno già identificando con i sindaci le strutture per portare avanti la campagna, riferisce l’Adnkronos in un esaustivo servizio. Che sarà una campagna attiva «24 ore su 24. Sette giorni su sette. Su vari turni». Un’organizzazione a orologeria che dipenderà molto dal fattore forniture, su cui comunque Bertolaso si dice “ottimista”. «Febbraio e marzo saranno ancora critici. Ma da aprile in poi saremo inondati di vaccini. Ne avremo quattro tipologie diverse. E la parte logistica sarà estremamente complessa. Ma ce la faremo».

Bertolaso: «Nel mio incarico nessuna contrapposizione politica»

Non solo. Bertolaso ha anche chiesto aiuto ad alcuni ex colleghi. Ma, come riferito in conferenza stampa, ha ricevuto solo risposte negative. Risposte che, per sua stessa ammissione, lo avrebbero “raggelato”. Da quando ha ricevuto la telefonata da Letizia Moratti e Attilio Fontana, due giorni fa, racconta Bertolaso ai giornalisti, «mi è venuto spontaneo chiamare immediatamente una serie di miei ex colleghi. Mi sono rivolto anche a direttori generali della Presidenza del consiglio, ai quali ho detto, oltre a informarli di questa ipotesi, che mi sarebbero serviti due o tre ragazzi della mia vecchia squadra per dare una mano».

Le “raggelanti” risposte degli ex colleghi di Bertolaso alla richiesta di aiuto

Ebbene, le risposte ricevute sarebbero state tutte identiche: «Guido, non ci mettere in difficoltà. Tu sei in contrapposizione con il Governo nazionale e quindi se ti diamo tizio o caio magari ci cacciano. E se la prendono con noi. Sono rimasto molto colpito», ha spiegato il medico. Che nel descrivere lo sgomento provato, ha anche aggiunto: «Ai miei interlocutori ho detto, vi segnalo che il coronavirus è imparziale. Non guarda in faccia a nessuno. E non ha tessere di partito, né appartiene a coalizioni di nessun genere. Non c’è nessuna contrapposizione. Siamo tutti responsabili nel dover affrontare questo problema».

 Una consulenza fornita a «titolo gratuito»

E la conferma di un apporto significativo, arriva dallo stesso Bertolaso che, smorzando polemiche. E chiudendo rapidamente su domande e quesiti relativi alla sfera politica – candidature e incarichi  compresi – dice: «Sono qui per organizzare la più grande operazione di protezione civile che si sia mai realizzata in Italia. Daremo il nostro contributo come Regione, che mi auguro riguardi tutta Italia. Questa è una pura situazione di emergenza di protezione civile», afferma poi Bertolaso, specificando che la sua, sarà «una consulenza che fornirà a titolo gratuito». Di più: «Mi sono abbassato anche lo stipendio. Non prenderò neanche un euro come l’ultima volta. È tutto gratis».

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