Vaccino Covid, Garattini: poche dosi, tempi lunghi. Altro che «immunità entro l’estate»

lunedì 11 Gennaio 9:47 - di Prisca Righetti
Vaccino Covid Garattini

Vaccino Covid, di questo passo, difficile arrivare all’immunità entro l’estate. A dirlo chiaramente è lo scienziato e farmacologo italiano Silvio Garattini al Mattino, precisando che, se la matematica non è un’opinione, «con poco più di 40.000 vaccinazioni effettuate, sarà immunizzata, fra tre settimane, con la somministrazione della seconda dose, solo lo 0,70 per cento della popolazione, ossia 1 su 142 abitanti». Dunque, secondo l’esperto, saremo al sicuro «quando avremo tra i 40 e i 50 milioni di italiani vaccinati e almeno 100 milioni di dosi somministrate. Siamo ben lontani dall’avere questi numeri ed è difficile conseguire questa immunità entro l’estate per il semplice fatto che anche la disponibilità di vaccini è limitata. Complicata dalla somministrazione in doppia dose e dalla complessa catena del freddo da rispettare».

Vaccino Covid, Garattini: disponibilità limitata, tempi lunghi

Insomma, a detta di Garattini (e non solo) di questo passo il cammino vaccinale si annuncia lento e accidentato. Intanto, però, prosegue Garattini, «il virus continua a circolare. E tanto più gira, tanto più ci sono possibilità di mutazioni. E una mutazione di troppo potrebbe a un certo punto inficiare il vaccino. Cosa che comporterebbe un aggiornamento del vaccino stesso e altro tempo perso». Dunque, per il farmacologo, fondatore dell’Istituto Mario Negri di Milano, il fattore tempo diventa determinante. Con la variabile impazzita delle dosi di fiale a disposizione che grava come una spada di Damocle su una situazione incerta e complessa.

«Difficile raggiungere l’immunità entro l’estate»

Una situazione su sui il governo sembra perdere il controllo ogni giorno che passa. A ogni nuovo aggiornamento del bollettino quotidiano. E su cui, al momento, provvedimenti e restrizioni non sembrano sortire gli effetti sperati. Non a caso, quanto alle zone gialle, arancioni e rosse, Garattini afferma netto: «Questo sistema di restrizioni non può funzionare. Bisognerebbe prendere decisioni chiare e comprensibili. Non bisogna essere sorpresi che ci siano i dubbiosi del vaccino. Bisogna rispondere con il dialogo e con umiltà. Facendo conoscere le cose. Perché questa tecnologia dei vaccini è un grande progresso, e quali sono gli effetti collaterali possibili». Invece, sul fronte dell’informazione e della comunicazione, l’esecutivo e gli esperti di governo, procedono a corrente alternata.

Poche dosi di “Moderna”, “AstraZeneca” in ritardo

Con un piano vaccinale inefficace. Che procede a tentoni e a rilento. E con le dosi del vaccino Moderna che, sottolinea ancora l’esperto, arriveranno ma che «sono poche rispetto al nostro fabbisogno». Una situazione di stallo, ulteriormente complicata dal fatto che, come ricorda Garattini, «il vaccino AstraZeneca ha trovato purtroppo degli ostacoli e arriverà più tardi del previsto». Così, facendo il punto su prospettive e problemi, il farmacologo conclude amaramente: «Entro fine marzo arriviamo a vaccinare non più di 16 milioni di persone. Poche per immaginare un’immunità di gregge».

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