Vaccini, il monito di Berlusconi: «L’Italia non può permettersi il “teatrino della politica”»

lunedì 4 Gennaio 9:07 - di Michele Pezza
Berlusconi

«Un urgente cambio di passo» per fare del del 2021 l’anno in cui l’Italia «torna alla normalità». È quanto dalle colonne del Giornale chiede Silvio Berlusconi al governo e «alle forze politiche che intendono continuare a sostenerlo». L’incipit del fondatore e leader di Forza Italia traccia un impietoso parallelismo tra il pantano italiano e la velocità con cui Israele sta procedendo sul piano delle vaccinazioni. In 13 giorni vi si sono sottoposti un milione di persone, pari all’11 per cento della popolazione. «Il Presidente Netanyahu – scrive Berlusconi – stima che con questo ritmo si potrà festeggiare la Pasqua Ebraica, che cade alla fine di marzo, liberi dal Covid». Tutt’altra musica si sente in Italia. «Ad oggi – prosegue l’ex-premier – la distribuzione del vaccino è limitata a quantitativi simbolici».

Berlusconi: «Siamo fermi ai gesti simbolici»

Annaspiamo nel campo delle «ipotesi» e dei «si dice». Insomma, a giudizio di Berlusconi tutto lascia pensare che l’anno appena entrato non si rivelerà risolutivo ai fini dell’agognato ritorno alla normalità. Questo significa «mantenere le restrizioni» e quindi condannare a morte decine di migliaia di attività produttive con grave danno per i «non garantiti», partite Iva e autonomi. Ma non è solo il piano vaccinazioni l’unico dato “simbolico” di questa bruttissima fase politica. «Anche i ristori promessi tardano ad arrivare», denuncia Berlusconi, pur premettendo di non voler «alimentare polemiche» riconoscendosi nell’appello ai «costruttori»lanciato da Mattarella.  “Simbolico” è anche il cashback, che si sta rivelando «una piccola beffa che gli italiani non meritano».

«Pronti a collaborare per garantire la ripartenza»

Avrebbe dovuto rilanciare i consumi. Ma, scrive il leader azzurro, «a conti fatti pare che i rimborsi ammonteranno a circa a 35-40 euro in media» in luogo «dei 150 promessi». Il rischio è che tutto diventi simbolico. Come la «foto della giovane infermiera dello Spallanzani», la prima a sottoporsi al vaccino. Ma l’Italia, è il monito del Cavaliere, non può accontentarsi dei simboli.  Purtroppo è quel che rischia di accadere con la ripresa del «teatrino della politica»: manovre, ricatti, tattiche parlamentari. «Questo è grave sempre – ammonisce Berlusconi -, diventa addirittura inaccettabile in un momento così difficile». Da qui l’appello alle «migliori energie del Paese» a mettersi subito al lavoro per affrontare «le due grandi urgenze, quella del vaccino e della ripartenza».

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