Vaccinazioni lente, il governo scarica la colpa sulle Regioni: dovete correre, anche di notte…

sabato 2 Gennaio 19:46 - di Riccardo Angelini
vaccinazioni

Vaccinazioni a rilento in Italia. E il governo come al solito fa ricadere la colpa sulle Regioni. “Le regioni devono correre, nessuna dose utilizzabile può attendere di essere usata anche solo per qualche ora. Usiamo anche le ore serali ma corriamo”. Così la sottosegretaria Sandra Zampa, risponde su Twitter a chi gli fa notare che “alle 13.30 di oggi” erano “46.030 le vaccinazioni effettuate” e, ironizza l’utente, “di questo passo faccio prima io a entrare nella categoria degli over 80 per riuscire ad avere” il vaccino. “Hai ragione – replica ancora la sottosegretaria – occorre una poderosa accelerazione”.

Minzolini: Italia prima nel numero dei morti ultima per i vaccini

E così, come del resto è già avvenuto nei giorni più bui della pandemia, il governo gioca ancora allo scaricabarile con le Regioni. Ma il dato evidente è quello che ha sottolineato, impietoso, Augusto Minzolini: l’Italia è prima nel numero di morti e ultima nel numero di vaccini. Possibile che, se le cose non vanno, sia sempre colpa di qualcun altro? Ora degli italiani irresponsabili ora delle regioni che non corrono ora della cattiva sorte?

Vaccinazioni, Gallera replica: dal 4 gennaio 10mila dosi al giorno

L’assessore lombardo Giulio Gallera replica intanto alle polemiche sulle vaccinazioni troppo lente nella sua regione. “Partirà da lunedì 4 gennaio, secondo la programmazione originaria della Direzione Generale Welfare, la vaccinazione del personale delle Asst, Irccs , Spedalità privata e Rsa. Si prevede una capacità di somministrazione iniziale fino ad un massimo di 10.000 dosi al giorno, che potrà essere successivamente incrementata fino a 15.000”.

No a polemiche pretestuose

“Questi numeri – sottolinea l’assessore – saranno in grado di rispondere al fabbisogno di coprire la popolazione sanitaria delle strutture con l’obiettivo di raggiungere il requisito di “covid free”, rispettando la scadenza fissata per tutte le regioni, entro la fine del mese di febbraio, con la dose di richiamo da effettuare dopo 21 giorni. Chi utilizza delle graduatorie riferite a tre giorni, di cui uno festivo, per continuare a cavalcare polemiche pretestuose, dimostra assenza di responsabilità istituzionale e politica”.

“Per l’avvio della campagna vaccinale – prosegue Gallera – sono stati consegnati il 27 dicembre mattina 1620 dosi. Dosi che sono andate in parte a tutti i capoluoghi di provincia e in due luoghi simbolo, Alzano e il Trivulzio. Il rimanente è stato utilizzato al Niguarda e al Sacco, stante anche la necessità di esaurirle in 4 giorni. Nel corso dei giorni successivi sono state comunicate le ipotesi di consegna, per questa prima tranche, immaginata dalla struttura Commissariale al 4 di gennaio ( prima prevista per metà gennaio)”.

Gallera: quando arriverà il personale aggiuntivo promesso?

Gallera ha quindi sottolineato che il governo ha lasciato tutti gli aspetti organizzativi all’iniziativa delle regioni e ha auspicato l’arrivo del personale aggiuntivo che ancora non si vede: “Ci auguriamo per questo che dal Governo arrivi, soprattutto per la fase che coinvolgerà la popolazione, il personale aggiuntivo promesso”.

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