Travaglio vede congiure e se la prende col Pd: «Giochini sadomaso e stomachevoli interviste»

domenica 17 Gennaio 12:18 - di Milena Desanctis
Travaglio

Marco Travaglio attacca il Pd e parla di congiura. «Più passano le ore, più appare chiaro che dietro l’Innominabile sfasciacarrozze c’era (e c’è) un bel pezzo del Pd, che l’ha usato (e lo usa) come piede di porco per liberarsi di Conte, o almeno per sfregiarlo. Il primo atto della congiura è andato maluccio, con i pifferi di montagna partiti per suonare e finiti suonati».

Travaglio e l’attacco al Pd

In un editoriale sul Fatto quotidiano dal titolo Gli irresponsabili scrive: «Ma ora è iniziato il secondo. Basta leggere le stomachevoli interviste di Orlando, Marcucci e altri vedovi inconsolabili del rignanese. “Mai dire mai” (oh, sì, dài, rottàmaci ancora che ci piace tanto!). “La fiducia non basta, allargare alle forze europeiste” (cioè a FI). “Ci vuole il Conte ter” (così sarà lui a comunicare alla De Micheli che deve sloggiare per far posto a Orlando, e non il Pd che trema alla sola idea), “non moriremo per Conte” (detto da chi, prima di Conte , era morto e sepolto) e altre scemenze».

Travaglio: «Una linea tetragona come una trottola»

Scrive ancora Travaglio: «Che, tradotte in italiano, vogliono dire una cosa sola: se martedì il premier salva il governo, poi non lo ferma più nessuno; quindi meglio umiliarlo in Senato, dissuadendo i “responsabili” che fino all’altroieri arrivavano a frotte, convinti di essere indispensabili (e subito) dal “mai più con Renzi” di Zinga. Una linea tetragona come una trottola, solida come un budino e ferma come una gelatina, subito smentita da due o tre delle tribù libiche chiamate “Pd”».

Il consiglio a Conte

E poi ancora: «Le tribù pidine che detestano la sua popolarità potrebbero finalmente rimpiazzarlo con un Guerini o altri noti frequentatori di se stessi. E tornare ai loro giochini sadomaso sotto la frusta del pluritraditore. A questo punto – scrive il direttore del Fatto – non si vede perché Conte deve consentire a questi doppio e triplogiochisti senza faccia di giocare con la sua. Se oggi la Direzione Pd non uscirà con un no chiaro e definitivo al richiamo della foresta renziano, tanto vale che domani si presenti dimissionario alle Camere. Anziché andare al macello per conto terzi, saluti tutti e torni al suo lavoro (avendo la fortuna di averne uno). Così gli italovivi e gli spingitori di italovivi  – conclude Travaglio – che ci hanno trascinati in questo disastro potranno mostrarci le loro mirabilie».

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