Travaglio si sbrodola per Conte: “E’ sereno come un monaco Zen”. Ora il nemico è Di Battista

sabato 30 Gennaio 11:58 - di Marta Lima

Marco Travaglio anche questa mattina, sulla prima pagina del “Fatto Quotidiano“, si sbrodola in lodi per il premier “trombato”, al momento, da Matteo Renzi, e continua a sostenere che Giuseppe Conte farebbe bene a misurarsi con il Parlamento e di accettare più o meno tutto per restare in piedi. Nel suo fondo di oggi, intitolato “Poker”, Travaglio si esprime su Conte con toni che neanche Casalino avrebbe osato utilizzare: “Mattarella, con l’incarico di esplorazione a Fico, dà le carte, i tempi e il via alla partita. Ma le partite a poker si giocano con le regole del poker, almeno per chi vuol vincerle. Si comincia a carte coperte, senza muovere un muscolo facciale, e solo alla fine si va a vedere. Conte accetta la sfida e attende gli eventi in modalità Zen….”. Un monaco, un meditatore, un’anima in pace con se stessa che attende che il destino faccia il suo corso. Non proprio quello che avevamo immaginato nelle ore in cui Conte a Palazzo Chigi baciava la mano alla berlusconiana Maria Rosaria Rossi, prometteva di diventare vegano a Ciampolillo o nel cuore della notte si lasciava prendere in giro da quel mattacchione di Vitali.

Quando Travaglio “porgeva” domande a Conte

Un colpo di fulmine, quello tra Giuseppi e Marco, che nacque a Palazzo Chigi, un anno fa, quando il premier concesse, si fa per dire, un’intervista a Marco Travaglio, non proprio col coltello tra i denti. (video)

Il nuovo nemico del “Fatto” di Travaglio è però Di Battista

Da ieri, però, il nuovo nemico dei contiani del “Fatto Quotidiano” è l’ex collaboratore Alessandro Di Battista, che su Fb aveva minacciato lo strappo. “L’ho sempre pensato e lo penso anche adesso. Se il Movimento dovesse tornare alla linea precedente io ci sono. Altrimenti arrivederci e grazie”. Poi, in un messaggio inviato ad alcuni parlamentari a lui vicini, aveva precisato: “Se non condivido una cosa io mi faccio da parte e mi vivo la mia vita, di certo non faccio scissioni o mi metto a creare correnti… Non è da me”.

Ieri sera, nell’arena “contiana” di Lilli Gruber, Antonio Padellaro, ex direttore del “Fatto”, aveva immediatamente bacchettato il Dibba. “Di Battista se ne va? Magari sta progettando uno dei suoi viaggi…Non vedo perché la base dei 5 Stelle dovrebbe dire no ad un nuovo governo Conte, anche col rientro di Renzi…”.

 

 

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