Sanremo. Non si può rinviare? E’ psicodramma. La Rai ricorda: “Il Festival non è di Amadeus”

venerdì 29 Gennaio 14:29 - di Stefania Campitelli

Sanremo sì, Sanremo no. Ma non si può rinviare di qualche settimana? Lo scorso anno sono saltate le Olimpiadi, il Carnevale di Rio, il Palio di Siena. Ma il festival della canzone italiana sembra intoccabile. Amadeus non molla la presa. E adesso è vittima di uno tsunami di critiche. Dopo aver minacciato di sbattere la porta (ma non è cosa sua, dicono dalla Rai), oggi escono  i contenuti del protocollo per la sicurezza sanitaria degli artisti.

Sanremo sì, Sanremo: la telenovela continua

Una serie infinita di prescrizioni. Che possono essere riassunte in obbligo di tampone molecolare 72 ore prima del festival. Tamponi rapidi quotidiani organizzati dalla Rai. Pasti in camera, interviste e conferenze stampa solo da remoto. Sanificazione camerini e auto per gli spostamenti. Cancellazione della sala stampa. E creazione di una room online anche per votazioni. Protocollo suggerito e sottoscritto dalle associazioni di categoria dell’industria discografica.

Il Codacons è pronto a denunciare Amadeus

Intanto il Codacons è pronto a denunciare Amadeus e i componenti del Cda Rai. “Se saranno adottate misure a danno della salute pubblica”.  E minaccia la possibilità di una valanga di risarcimenti da parte di cinema e teatri italiani. L’associazione dei consumatori ha già diffidato Rai, Asl, Comune di Sanremo e Prefetto di Imperia.

Siamo pronti a denunciare Amadeus per induzione a commettere reato. Dopo la sua minaccia di abbandonare la guida del Festival. Se non ci sarà il pubblico in sala”. Parole forti all’indirizzo del direttore artistico della manifestazione. Per il secondo anno al timone della kermesse (se si svolgerà). Nel mirino di Codacons anche il Cda Rai. Per eventuale concorso in epidemia colposa. Per l’associazione è matematicamente impossibile garantire la salute pubblica. In un evento della portata del Festival.

Rossi (cda Rai): la direzione del Festival deve torna in casa

“E’ una situazione molto delicata che attiene non solamente al problema ‘Sanremo sì Sanremo no’, ma riguarda più in generale la gestione degli eventi pubblici in Italia”. Così Giampaolo Rossi del Cda di viale Mazzini, all’Adnkronos.  “E’ inaccettabile che il conduttore e direttore artistico di Sanremo ponga delle condizioni alla sua presenza al Festival. Non tenendo presente che su pubblico e sicurezza non decide la Rai”. Ponendosi anche al di sopra delle norme in vigore.

“A volte in questi ruoli si rischia di cadere nel delirio di onnipotenza”, conclude Rossi. Ricordando che Sanremo è un evento della Rai, “non di Amadeus. O dei suoi manager. Già lo scorso anno avevo avanzato l’idea che la Rai si riappropriasse della direzione artistica di Sanremo. E  alla luce di quanto sta avvenendo oggi, ritengo sia necessario che la direzione artistica di uno dei più importanti eventi di intrattenimento televisivo in Europa torni in casa Rai“.

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