Rotondi: «Renzi è assetato di sangue, vuole la testa di Conte e lo sta aspettando al varco»

domenica 3 Gennaio 11:15 - di Edoardo Valci
Rotondi Renzi

Un inizio 2021 particolare. Dai fuochi d’artificio vietati ai fuochi d’artificio in Parlamento. Renzi continua a minacciare di andarsene. Cinquestelle e Pd vanno a caccia dei cosiddetti “responsabili” (che poi sono “irresponsabili” visto che sono pronti a prolungare l’agonia di un governo incapace). Arrivano batoste da tutte le parti, Conte è sempre più indigesto anche per molti rossogialli. In più, i sondaggi creano tensione a Palazzo Chigi. Gianfranco Rotondi non ha dubbi sulla strategia di Renzi. Scommettere sul governo di unità nazionale? Sono soldi buttati. La legislatura finirà presto e uscirà un outsider.

Gianfranco Rotondi: «Renzi batterà Conte»

Il vicecapogruppo azzurro lo dice in un’intervista all’Adnkronos. «Il governo cadrà per incompatibilità politica e non su una questione pratica che, in apparenza, sembra la ragione del conflitto. Renzi è assetato di sangue, vuole la testa di Conte. La politica è sangue ma, come diceva Rino Formica, è anche altro. Conte ci naviga in mezzo da due anni. Penso che Conte abbia una cultura democristiana e abbia le capacità per gestire una situazione del genere. Nella grammatica dc si diceva che il nemico o lo affronti o te lo fai piacere. Ma, se lo affronti, devi essere certo di batterlo. E non mi pare il caso del governo. Tra Renzi e Conte io scommetterei più sulla vittoria del primo che non del secondo».

La strategia del leader di Iv

Secondo Rotondi, la strategia di Renzi è semplice. Alza i toni «perché interpretare la parte distruttiva è più facile che impersonare quella costruttiva. Non sto a discutere la posizione di Renzi, perché se anche non condivido il suo modo di agire. Posso capire le sue mosse». Il leader di Iv «non ritiene Conte all’altezza della situazione. E Conte lo sapeva fin dall’inizio e lo sapeva così bene che avrebbe dovuto escogitare le contromosse per salvare la pelle. Per questo penso che a Conte (e anche a Renzi) convenga incontrarsi sulla politica, non sull’attività di governo».

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