Ristoratori a un bivio. Aprire il 15 gennaio? Mio Italia dice no: “Sarebbe un boomerang clamoroso”

mercoledì 13 Gennaio 19:34 - di Eugenio Battisti

È una follia riaprire il 15 gennaio. Così rischiamo di vanificare tutto quello che abbiamo costruito fin qui per smascherare le menzogne di questo governo”.  Parola di Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia (movimento imprese ospitalità).

Mio Italia: riaprire il 15 gennaio è una follia

Nelle ore concitate che preludono la crisi di governo, con Conte alla ricerca affannosa di una soluzione per restare in sella, piccoli e medi imprenditori si interrogano. Soprattutto i ristoratori, i più vessati dalle nome anti-covid. Cercano di capire che cosa accadrà nei prossimi giorni. La prospettiva è buia. Alcuni sono tentati dal riaprire le serrande malgrado le prescrizioni dell’esecutivo. Nelle ultime ore si è alzato un venticello di ribellione. Vogliono aprire il 15 gennaio e rischiare multe salate. Una mossa che può avere il suo fascino ma che, dicono le tante imprese affiliate a Mio Italia, si rivelerebbe un boomerang.

Bianchini: “Ci dissociamo. E’ un errore clamoroso”

Bianchini, ristoratore viterbese, è amareggiato con quei colleghi che hanno deciso di riaprire bar e ristoranti. Sfidando le regole stabilite dal governo Conte. “Mio Italia si dissocia da questa decisione totalmente sbagliata. I locali degli aderenti al nostro movimento esporranno sulle saracinesche un cartello con scritto ‘iononapro’. Si dice che saranno almeno 50mila gli esercenti che sfideranno i divieti. E’ un numero molto basso, a livello nazionale. Un numero che consentirà alle forze dell’ordine di applicare le sanzioni a tutti. Senza alcuno sforzo. Così, non solo chi apre avrà un riscontro economico non eccezionale. Ma subirà anche il danno della multa”.

“Sbugiardiamo il governo con i numeri. No sfidando le regole”

Il fondatore di Mio Italia, insomma, non si muove di un centimetro. E prosegue la sua battaglia a difesa di un settore messo in ginocchio dalle misure di Palazzo Chigi. Un settore che ha necessità di risorse immediate, non di ristori, ma di risarcimenti. “Vado avanti – spiega Bianchini – rispettando le assurde regole stabilite da politici arroganti e incapaci. Sbugiardiamo questi signori con i fatti, con i numeri. Con le prove, non infrangendo le norme. Non vogliamo passare dalla ragione al torto, per colpa di chi millanta numeri che non ha. Come testimonierà il flop delle aperture il 15 gennaio”.

Il movimento #ioapro sarà un flop annunciato

Il riferimento è alla protesta #ioapro, che da giorni corre sul web facendo appello alla ristoratori per la riapertura dei locali malgrado il divieto. Dietro lo slogan “Perché a pranzo sì e a cena no?”, venerdì dalle ore 20 alle 22, gli imprenditori riuniti del collettivo Tni in Toscana simuleranno un’apertura serale con luci e musica accesa. “Perché un locale ‘sicuro’ alle 12 smette di esserlo alle 18? Perché i ristoranti non possono lavorare a cena o nei fine settimana?”. Parola di Pasquale Naccari, portavoce del collettivo Tni. Ma aprire in barba ai divieti rischia di diventare un boomerang. E di nuocere a tutta la categoria.

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