Renzi: a Nencini hanno offerto una poltrona da ministro, ma con quei voti non vanno lontano

mercoledì 20 Gennaio 8:17 - di Adele Sirocchi
Renzi

Matteo Renzi non si sente sconfitto, tutt’altro. «Con questi voti non vanno da nessuna parte. Quello Conte è un governo a termine e io divento l’ago della bilancia». E a Porta a Porta annuncia il no di Iv alla relazione Bonafede sulla giustizia.

Renzi: Conte parla di nobili ideali ma offre poltrone

Non solo. Ma il Corriere riporta i resoconti puntuali fatti dall’ex rottamatore sull’offerta di poltrone da parte di Giuseppe Conte, il quale poi in aula parla di nobili ideali e di politica di servizio. «Sono mesi – racconta Renzi – che chiedo a Conte di fare un governo nuovo e di alto profilo e lui sapete come mi ha risposto le ultime volte? Offrendomi poltrone». «A me – prosegue con il suo racconto – dice: “Vuoi l’Onu?”. Io gli rispondo: “Guarda che è la Nato, non l’Onu, e comunque no grazie”. Alla Boschi, la più trattativista di noi, quando va da lui da sola offre il ministero di Bonafede, la Giustizia. Lei gli dice: “Guarda che sono plurindagata” . “Che c’entra, lo sono stato pure io”, le risponde Conte. Insomma era convinto che facendo un po’ di mercato e offrendo qualche poltrona, come sta facendo adesso, tutto si sarebbe risolto. Uno spettacolo indecoroso».

Zingaretti? Si è rimangiato le critiche al governo

Infine, Renzi si sente tradito da Nicola Zingaretti, il quale sembra aver lasciato il timone del Pd allo strategia Bettini e si è rimangiato tutte le sue perplessità sull’andazzo del governo Conte. «Zingaretti – spiega – voleva un nuovo governo, me lo ha detto tante volte. Poi ha cambiato idea. Se gli sta bene governare con Binetti e Merlo, auguri».

Brucia l’addio di Riccardo Nencini

Ma il vero nodo restano i transfughi. Brucia l’addio di Riccardo Nencini, che ha votato la fiducia in zona Cesarini e che Renzi aveva definito un “fratello”.  E’ vero che ha ricevuto l’offerta di un sottosegretariato per tornare in maggioranza? «No, da ministro, me lo ha detto lui. Lo capisco e gli faccio i miei auguri. Ma quanti posti dovranno dare? A Nencini, al Maie, alla Binetti, al Pd? Hanno tutte queste poltrone da offrire?». L’addio di Nencini, però, non comporterà un problema ulteriore perché non se ne andrà via portandosi dietro il simbolo del Psi, senza il quale Italia viva, per il regolamento del Senato, non avrebbe più un gruppo autonomo. «Il mio gruppo non salta», è la rassicurazione di Renzi.

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