Paura per la variante brasiliana: così il Covid cambia volto per infettarci di più

sabato 16 Gennaio 11:43 - di Luciana Delli Colli
variante brasiliana

Dopo la variante inglese e quella sudafricana, ora una nuova variante genera allarme nella lotta al Covid: è quella brasiliana. E se le prime due preoccupano per la loro maggiore capacità di infettare, la preoccupazione legata alla mutazione individuata in Brasile riguarda la sua maggiore capacità di aggirare il sistema immunitario. Il timore è che possa non solo contagiare nuovamente chi ha già avuto e superato la malattia, ma anche attaccare chi ha ricevuto il vaccino. Lo scenario assesterebbe un duro colpo alla corsa contro il tempo per fermare il Covid e conferma come il virus sia un nemico subdolo, che fa di tutto per riadattarsi.

Le reinfezioni legate alla variante brasiliana

Parallelamente all’emersione delle nuove varianti, gli analisti hanno già osservato delle modifiche nei contagi. In Gran Bretagna hanno registrato un’impennata di casi, in Brasile il ministero della Salute ha comunicato di aver individuato due casi di reinfezione legati alla variante brasiliana. Mancano ancora degli studi strutturati che sostanzino queste osservazioni con solide evidenze scientifiche. Ma i sospetti, già  così, appaiono fondati. Anche perché coerenti con il comportamento dei virus.

Ecco perché il virus mutato provoca più morti

“Il virus si adatta alla specie umana, diventando più contagioso, come è naturale che sia”, ha spiegato a Repubblica Massimo Ciccozzi, professore di epidemiologia molecolare al Campus BioMedico di Roma. L’esperto ha chiarito che “le nuove varianti non sono più cattive, ma contagiando più persone provocano più decessi in valore assoluto“. Per Ciccozzi, che ricordato che anche in Italia, a Brescia, è stata osservata una variante simile a quella inglese, il monitoraggio delle mutazioni “sarebbe molto importante”, ma si riesce a fare “solo in pochi casi isolati.

L’esperto: “Si indebolirà, ma non sarà domani”

L’epidemiologo, comunque, ha rassicurato sul fatto che “in futuro vedremo il virus diventare endemico, cioè ancora più diffuso, ma poco o per nulla letale. Col tempo, si trasformerà in un semplice raffreddore”. “Ma – ha avvertito Ciccozzi dalle colonne di Repubblica – non sarà domani, purtroppo deve ancora passare la nottata”.

 

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