Nuovi guai per il suocero di Conte, i pm lo accusano di non aver pagato i contributi

martedì 26 Gennaio 9:11 - di Mia Fenice
Conte

Nuovi guai per il suocero di Giuseppe Conte. Come riporta La Verità alla vigilia della relazione annuale sullo stato della giustizia di Alfonso Bonafede, la giustizia stessa si occupa dei bilanci della famiglia di Olivia Paladino. Ieri Il Tempo, ha svelato che c’è un’inchiesta della Procura di Roma, guidata da Michele Prestipino. Riguarda i bilanci del gruppo immobiliare e alberghiero guidato da Cesare Paladino. L’indagine ha il numero di registro 34401/20 e le ipotesi di reato per le quali i pm procedono sono quelle previste dalla legge 74 del 2000, sull’omesso versamento di ritenute previdenziali dovute e certificato. Il reato ipotizzato è ai danni dell’Inps, a cui non sarebbero stati versati in tempo, o almeno in un ritardo contenuto, una serie di contributi per i dipendenti.

Suocero di Conte, l’inchiesta della Procura di Roma

Al centro dell’inchiesta c’è l’Immobiliare di Roma Splendido srl, di cui oggi è amministratore unico il suocero del premier, Cesare Paladino. Si tratta della società che, tra le altre cose, possiede anche l’Hotel Plaza, albergo a cinque stelle di Roma. Gli importi contestati sono superiori alla soglia di punibilità dei 150mila euro e sarebbero pari a oltre 850mila euro. Il reato ha pene che vanno tra i sei mesi e i due anni. Tuttavia, scrive La Verità, in base alle carte della transazione tra la famiglia Paladino e Unicredit, che nei mesi scorsi ha concesso un robusto sconto sulla posizione debitoria (da 15 milioni e mezzo a soli quattro e mezzo), sembra di capire che i contributi non versati sono relativi ad anni precedenti alla crisi Covid.

Sotto osservazione i bilanci

Sono così finiti nel mirino della Procura romana Cesare Paladino e il figliastro Shawn John Shadow. Le indagini riguardano i bilanci del 2017 e del 2018. Come riporta Il Tempo, l’indagine penale non è esattamente un fulmine a ciel sereno, almeno per il suocero del premier. Il sindaco e revisore unico Barbara Piconi, nella relazione di accompagnamento al bilancio del 2018, osservava che «la situazione debitoria verso il fisco potrebbe essere attenuarsi nel caso di conclusione positiva e quindi con il pagamento dell’ultima rata prevista nel pianoforte delle adesioni al cd “rottamazione bis e ter” ma ciò che non toglie la responsabilità penale connessa alle soglie di punibilità che la scrivente ha rammentato all’amministratore nel corso delle verifiche trimestrali esortando ad adempiere entro i termini prestabiliti».

 

 

 

 

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