Nek racconta il periodo nero: «Ho rischiato di morire dissanguato, poi di avere la depressione»

venerdì 29 Gennaio 17:22 - di Giulia Melodia
Incidente Nek

«Stavo morendo dissanguato. Dopo ho rischiato di cadere in depressione»: Nek a cuore aperto racconta il dramma dell’incidente alla mano. A riabilitazione ancora in corso, il cantante torna sul dramma vissuto con il brutto incidente alla mano di cui è rimasto vittima a novembre. E che ha rischiato di farlo morire dissanguato, prima. Di farlo cadere in uno stato di prostrazione, poi. Tanto che, è lo stesso artista, nel ripercorre le dolorose tappe della vicenda in un’intervista a Verissimo, a sottolineare:  «Se non avessi avuto vicino la mia famiglia sarei caduto in depressione».

Nek, l’incidente alla mano: «Per distrazione, mi sono tagliato la mano con una sega circolare»

Dunque, ripercorrendo quei momenti terribili, il cantante confida: «Mi sono tagliato la mano con una sega circolare in un momento di distrazione. Tutte le dita sono rimaste danneggiate. Ma, in particolare, l’anulare è quasi saltato via. E il dito medio per metà… Ma – prosegue – dopo oltre undici ore d’intervento i medici sono riusciti a salvarmi la mano». Un viaggio a ritroso nel tempo e nel dolore, quello che Nek affronta nell’intervista. E che, tra ricordi e recriminazioni, lo porta a dire che: «Se fossi rimasto più del dovuto nella mia casa in campagna, in attesa dei soccorsi, nel peggiore dei casi sarei morto dissanguato. Nel migliore avrei perso i sensi. Invece, ho avuto il sangue freddo di prendere l’auto e di guidare fino al Pronto Soccorso di Sassuolo».

Ho rischiato di morire dissanguato, prima. Di cadere in depressione, poi…

Un percorso difficile, quello intrapreso da Nek e tuttora in corso, sul quale l’artista si confessa a cuore aperto. Anche rivelando come, dopo la degenza in ospedale, si sia ritrovato a piangere diverse volte. Ora il cantante sta affrontando le difficoltà della riabilitazione. E spiega: «Mi sento come un bambino, perché riprendo un po’ di mobilità della mano ogni giorno. Ho ancora dei momenti di sconforto, soprattutto alla mattina… Perché rimettere in moto la mano è molto fastidioso. E poi, per me che non ho pazienza, è una prova ancora più dura». Un percorso doloroso, alleviato grazie all’affetto di sua moglie e dei suoi figli: «Se non avessi avuto vicino la mia famiglia sarei caduto in depressione, sarebbe stato tutto più complicato». Infine, ripensando al senso di quanto gli è accaduto, Nek dichiara: «Questo incidente mi ha insegnato a valorizzare ogni singolo giorno come se fosse il primo»...

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