Mosca, l’ambasciatore italiano Terracciano si è vaccinato con lo Sputnik V e sta bene

19 Gen 2021 17:51 - di Carlo Marini
Terracciano

L’ambasciatore italiano a Mosca, Pasquale Terracciano si è vaccinato con lo Sputnik V, di produzione russa. Lo fa sapere Russia Today, che ha raccolto alcune dichiarazioni del nostro diplomatico. Lo stesso account ufficiale su Twitter del vaccino Sputnik V ha riportato con grande enfasi l’avvenimento.

Terracciano a Russia Today: “Sul vaccino no a questioni politiche”

“Ho fatto una vaccinazione con il vaccino russo Sputnik V.  Non ho avuto particolari effetti collaterali. Prossimamente farò un test degli anticorpi ”, ha dichiarato lunedì Terracciano. Il nostro diplomatico, ambasciatore a Mosca dal 2017, ha aggiunto di trovare “ profondamente deplorevole ” che durante una pandemia ci siano stati tentativi di “ politicizzare ” la questione della vaccinazione e delle cure fornite. Il diplomatico italiano ha affermato di “non avere intenzione di confrontare diversi vaccini e determinare quale siail migliore, sottolineando che il governo italiano ritiene che sia importante cooperare con tutti i paesi in questo campo”.

“Non solo giornalisti stranieri, ma anche molti dipendenti dell’ambasciata a Mosca sono già stati vaccinati”, riporta l’account del vaccino russo su Twitter. A corollario del tweet, una foto dell’ambasciatore Terracciano.

Sputnik V è il vaccino di massa in India, Argentina e Brasile

Lo Sputnik V è il primo vaccino contro il coronavirus registrato al mondo. Attualmente, secondo Rt, i test russi hanno confermato che il vaccino è efficace al 91,4%. Il produttore dichiara di aver ricevuto richieste per 1,2 miliardi di dosi del vaccino da più di 50 Paesi. Gli studi clinici di fase tre sono pianificati o sono già in corso in diverse nazioni, tra cui Bielorussia, Emirati Arabi Uniti, India, Egitto e Brasile. Il vaccino russo è già stato approvato per l’uso da Serbia, Venezuela, Algeria, Argentina, Paraguay e Bolivia.

Negli ultimi giorni anche l’Unione europea ha avviato le trattative per l’acquisto dello Sputnik V. Se fosse confermata la notizia che il personale diplomatico si è vaccinato non con Pfizer o Moderna ma con lo Sputnik V costituisce un precedente significativo. Nei fatt, una sorta di via libera del governo italiano. C’è un altro dato importante dal punto di vista logistico. Il vaccino Sputnik V non necessita di particolari condizioni di conservazione a -80 gradi. Sputnik V si conserva, infatti, tra i 2 e gli 8 gradi celsius. Visto le difficoltà di approvigionamento con Pfizer, il vaccino di Putin diventa insomma una opzione concreta.

 

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