Meloni: presento una mozione di sfiducia a Conte, il centrodestra non può restare a guardare

lunedì 11 Gennaio 9:12 - di Bianca Conte
Giorgia Meloni governo

Giorgia Meloni a tutto campo. Il governo: «Ambiguo su Trump, bloccato sui litigi. Mandiamolo a casa». In un’intervista a La Verità, la leader di Fratelli d’Italia prova a fare ordine nel marasma della situazione Italia e nel caos scoppiato a Washington con l’assalto a Capitolo Hill. E in tema di democrazia e di riverberi su entrambe le sponde dell’oceano, chiarisce netta: «Non mi sono mai definita trumpiana. Non lego il mio destino a quello di qualcun altro. Io sono italiana e non scimmiotto modelli stranieri come fanno troppi esponenti politici italiani. Non mi sono mai pettinata come Trump: era Matteo Renzi che andava a comprarsi lo stesso cappotto di Obama»…

Giorgia Meloni, l’intervista a “La Verità” sul governo… e non solo

Come del resto, aggiunge a stretto giro la Meloni su quotidiano diretto da Belpietro, se è vero che con la prima potenza mondiale siamo legati a doppio filo, è pur vero che la sinistra ha sostenuto che «il Conte bis dovesse nascere anche per via dell’endorsement di Trump nei confronti di Giuseppi». Ma «se Trump è un mostro oggi, doveva esserlo anche ieri». Non solo. Quando si parla di democrazia, la domanda sul sovranismo sorge quasi spontanea. E la leader di FdI non si sottrae al confronto. E a domanda: «Dicono che con la presidenza Trump muore anche il sovranismo», replica lapidaria: «Se in certi salotti si sentono rasserenati a pensarlo, sono contenta per loro. Ma temo che questi signori da qualche tempo non azzecchino più una previsione».

Le ambiguità italiane su Trump

Del resto, che la democrazia americana sia fragile, come sottolinea anche la domanda successiva dell’intervista, la nostra è «sospesa», ribadisce la Meloni rientrando con discorso all’interno dei nostri confini. Dove, ammonisce la numero uno di FdI, «rischiamo un’ecatombe sul piano sociale ed economico, e i cittadini assistono attoniti ai litigi tra Renzi e Conte sulla delega ai servizi segreti. Una vicenda che considero preoccupante per tanti motivi». Ombre, sospetti legati strettamente alle vicende elettorali che hanno insediato Trump alla Casa Bianca. Con i media statunitensi che, nel delirio di oggi, spiega la Meloni, «stanno accusando il governo Renzi di aver contribuito a costruire prove false sul Russiagate, il teorema da cui nasceva la richiesta di impeachment contro Trump». Un boomerang che, evidenzia Giorgia Meloni, torna indietro oggi, «proprio mentre lo stesso Renzi apre una crisi di governo sul tema della delega ai servizi». Un nodo da sciogliere e un’accusa pesante, «gravissima», rileva la presidente di Fratelli d’Italia. Di cui «governo e Parlamento hanno il dovere di occuparsi per dissipare ogni dubbio».

La mozione di sfiducia di FdI

Da metà intervista in poi, però, i riflettori si concentrano sul nostro Paese. Con la Meloni pronta a confermare che è ferma intenzione di tutto il centrodestra unito chiedere di tornare alle urne. Perché «l’Italia ha disperato bisogno di un governo con una maggioranza solida e progetti chiari. E questo si può fare solo in forza del voto popolare». Un voto che potrebbe seguire una crisi di governo in sottofondo da un po’ e che, rilancia Giorgia Meloni, «spero di accelerare presentando una mozione di sfiducia. Mi aspetto un’ampia convergenza, soprattutto nel centrodestra. Ma su questo non ho ancora avuto risposte: non capisco perché dobbiamo restare a guardare mentre la maggioranza litiga». E se durante una pandemia si litiga, si può anche pensare di andare a votare. Del resto, a riguardo, Giorgia Meloni ricorda che «in Europa quest’anno è previsto un fittissimo calendario elettorale: nessuna nazione, a quanto mi risulta, ha intenzione di sospendere le elezioni. Nessuno, fuori dall’Italia, ritiene che la democrazia possa essere sospesa a tempo indeterminato».

Diritto alla salute e diritto alla libertà

E comunque, come prosegue andando a concludere la leader di Fratelli d’Italia nell’intervista, su ristori, ammortizzatori e anticipi del Ricovery, la questione è presto detta. E la riassume esaurientemente la Meloni: «Negli ultimi dieci mesi il governo italiano ha speso quasi 150 miliardi di euro. Non hanno risolto nulla. Come potrebbero farlo i 44 miliardi a fondo perduto che dovrebbero arrivare in due anni dal Recovery fund?». Per non parlare del piano vaccinale: su cui i conti non tornano e la cui progettazione fa acqua da tutte le parti. Come moltissime altre situazioni legate all’emergenza sanitaria e economica che stringe nella sua morsa il Paese da troppo tempo ormai. Interventi improcrastinabili. Perché, come chiosa la Meloni nella sua conversazione con La Verità, «dobbiamo fare tutto il possibile per combattere la pandemia. Ma non possiamo pensare che ci sia ancora qualcuno che ogni settimana ci dice se possiamo o non possiamo uscire di casa. Occorre trovare un equilibrio tra il diritto alla salute e il diritto alla libertà»...

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