Inferno al Congresso, bufera e sospetti su Trump e il video censurato dai social: è sparito da Tw e Fb

giovedì 7 Gennaio 15:01 - di Bianca Conte
Congresso Trump e il video rimosso dai social

Inferno al Congresso, bufera e sospetti su Trump e il video censurato dai social. L’appello di un minuto è sparito in un’ora da Tw e Fb. Certo, il matrimonio tra Trump e i social, nonm è mai stata un’unione serena e felice. Anzi, oggi si può dire che è fallito dal primo istante. Con l’ultimo atto consumato appena ieri, quando, nelle concitate ore che precedono e accompagnano l’assalto al Congresso Usa, un video di Trump viene censurato e rimosso da Twitter e Facebook. Del resto, ormai non si contano neanche più i commenti e video del presidente uscente, messi all’indice e e rimossi dai social network. Contenuti multimediali bloccati e rispediti al mittente: compreso l’ultimo di ieri, che risale al giorno più infuocato vissuto dalla maggiore democrazia dell’Occidente. Quello “incriminato” da analisti e commentatori politici, in cui il tycoon – come riporta il sito dell’Adnkronos postando il video Trump (che linkiamo qui accanto) – dichiara: «Sono elezioni rubate, ma ora andate a casa in pace».

Assalto al Congresso, il giallo di Trump e del video censurato dai social

Un appello che, a detta dei tanti operatori dei media e della politica, avrebbe innescato la miccia, poi esplosa nel pomeriggio di ieri con il presidio e la presa delle stanze del potere al Congresso. Dunque, fedeli alla ricostruzione della Adnkronos, con quelle parole Donald Trump, con il video postato e bloccato su Twitter, invierebbe ai manifestanti un messaggio che avrebbe fatto scattare assalto e presidio. La clip viene rimossa dopo alcune ore da Twitter che – spiega l’agenza stampa sul suo sito – «imita il provvedimento preso anche da Facebook e Youtube». «So che state soffrendo, le elezioni ci sono state rubate», sottolinea ancora una volta il presidente uscente. Che a questo punto, in ore in cui il Congresso di Washington ha certificato la vittoria del candidato democratico Biden con 306 voti elettorali a fronte di 232 a favore del competitor repubblicano, prova a buttare acqua sul fuoco. E a chiedere un passaggio di consegne pacificato e una «transizione ordinata»: perché «la nostra lotta – ha affermato Trump – è solo all’inizio».

L’appello: «È stata un’elezione fraudolenta, ma ora andate a casa»

Eppure, nell’ormai famoso video censurato e rimosso dalla rete, l’inquilino della Casa Bianca, asserisce duramente: «È stata una elezione vinta a valanga. Lo sanno tutti e specialmente dall’altra parte». Poi, tra bastone e carote, ammonisce a stretto giro: «Ma ora dovete andare a casa. Dobbiamo avere pace, ordine e dobbiamo rispettare le forze dell’ordine. Non vogliamo che nessuno si faccia male, è un periodo duro», dice Trump nel video e registra l’Adnkronos. Un video di circa un minuto, che rimane online per ore prima della rimozione. «Non c’è mai stato un periodo come questo in cui sia accaduta una cosa del genere. È stata un’elezione fraudolenta, ma non possiamo cadere nei tranelli di questa gente. Dobbiamo avere pace. Andate a casa, siete persone speciali. So come vi sentite, ma andate a casa e andate in pace».

Account sospesi su Twitter e Facebook quando in Italia era l’una di notte

Pace, la parola chiave che non sembra valere nei rapporti tra Trump e i social. Un matrimonio tormentato sin dagli esordi presidenziali del tycoon, sempre in bilico tra consenso e democrazia e basato su rapporti di equilibrio vacillanti che, proprio ieri, sembrano essersi rotti del tutto. Con buona pace di amici e follower. E infatti, come sottolinea anche il Sole 24 ore, «nelle ultime ore, con l’inferno di Capitol Hill, gli account del tycoon sono stati sospesi. Ha iniziato Twitter, che ha silenziato @realDonaldTrump quando in Italia era l’una di notte. Poco più tardi è toccato anche a Facebook». Botta e risposta, imperativi categorici e trasgressioni, censure e divieti aggirati che, in queste ore più che mai, alimentano emblematici interrogativi sul ruolo dei social nelle campagne elettorali e in tutta la durata della presidenza Trump. Dubbi che si aggiornano al quasi golpe americano andato in scena a Washington…

 

 

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