Il Pd e il M5S tremano, disperato appello ai “responsabili”: «L’Italia sta pagando un prezzo alto»

sabato 16 Gennaio 20:54 - di Fortunata Cerri
Pd

A Conte mancano i numeri e Renzi ne è consapevole. Il Pd trema ed è disperato. Non tratta con Italia Viva, ma fa un appello ai responsabili. «L’Italia ha bisogno di sicurezza, stabilità e futuro. Invece, come prevedibile, con l’apertura della crisi da parte di Italia Viva si stanno determinando condizioni sempre più difficili per garantire un governo adeguato al Paese in una situazione di emergenza, rischiando di aprire scenari imprevedibili».

L’accorato appello del Pd

Il Partito Democratico scrive un accorato appello. «Dopo l’approvazione della bozza di Recovery per la rinascita e lo sviluppo e in piena pandemia, con la crisi l’Italia sta pagando un prezzo immenso. Il Pd lo ha sempre ribadito con grande chiarezza e trasparenza: i problemi vanno affrontati e risolti, non aumentati e fatti esplodere». E poi ancora. «Ora per garantire una piena trasparenza si vada nelle sedi appropriate, quelle parlamentari, dove tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità per salvaguardare gli interessi del Paese».

M5S ribadisce la compattezza attorno a Conte

Il M5S dal canto suo ribadisce la compattezza attorno a Conte. Si apprende da fonti M5s nel corso della riunione del capo politico  Vito Crimi e del capodelegazione Alfonso Bonafede con i direttivi di Camera e Senato.

Una posizione che “non è in discussione”, così come resta confermata “l’impossibilità di qualunque riavvicinamento con Renzi, che ha voluto lo strappo nonostante i nostri parlamentari avessero lavorato bene su tanti progetti” con deputati e senatori di Italia Viva. Da parte dei presenti è emersa netta la volontà di «non voltarsi più indietro: il Movimento continua a lavorare pensando solo al bene del Paese».

La Russa: «Senza maggioranza Mattarella si porre il problema»

Nel centrodestra, Ignazio la Russa osserva: «Abbiamo rilevato che il dato che devono raggiungere è quello della maggioranza non relativa. La maggioranza tale da consentire di avere i numeri per poter proseguire. Al Senato la maggioranza è di 161, non di 158. Noi riteniamo che non abbiano neanche i 158. Ma in ogni caso se il governo fosse sotto la metà più uno dei senatori, penso che il Presidente della Repubblica si porrebbe il problema se un governo siffatto può continuare a guidare l’Italia in queste condizioni».

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