Il mandato a Fico è un “aiutino” al Conte-ter. Prima del presidente grillino c’era la Casellati

sabato 30 Gennaio 9:28 - di Francesca De Ambra
Casellati

Mattarella ricomincia da tre e non da due, come pure sarebbe stato più logico. Nel senso che ha affidato il mandato il mandato esplorativo alla terza e non alla seconda carica dello Stato. A Roberto Fico e non a Maria Elisabetta Alberti Casellati. Si obietterà che avendo individuato nella maggioranza giallo-rossa il perimetro del nuovo (vecchio) governo, il Capo dello Stato ha trovato naturale farne verificare la percorribilità ad un grillino anziché ad una forzista. Messa così, tuttavia, ha tutta l’aria di uno sbilanciamento in favore del Conte-ter.

Casellati seconda carica dello Stato

Parliamo di istituzioni. Rappresentate certamente da esponenti di partito, ma da non considerare sotto tale veste quando insieme al Quirinale formano la cuspide della Repubblica. Ci sarà pure un motivo se la Costituzione, articolo 88, richiede che il Capo dello Stato senta i presidenti delle due Camere in caso di scioglimento del Parlamento. Ma è anche sul terreno squisitamente politico che la decisione di escludere la presidente Casellati alimenta dubbi e perplessità. Innanzitutto perché è al Senato e non alla Camera che alla individuata maggioranza mancano i numeri. E in secondo luogo perché l’atteso coro in favore del Conte-ter non c’è stato.

L’inutile sfilata al Quirinale

Non parliamo del “no“, scontato, del centrodestra al reincarico in favore dell’Avvocato del popolo, ma del “nì” pronunciato da Renzi, i cui numeri sono determinanti per il nuovo governo. E ancora dal “no” di Emma Bonino, che al Quirinale ha parlato a nome di +Europa, Radicali e Azione di Carlo Calenda. Gruppi disponibili a formare una nuova maggioranza. La stessa Bonino ha suggerito quella Ursula. Purché – ha chiarito a Mattarella – a guidarla non sia Conte. Parole al vento, dal momento che la soluzione alla quale “deve” lavorare l’esploratore Fico sembra obbligata: Conte-ter. L’incarico alla Casellati avrebbe portato in dote una maggioranza alternativa? Forse no. Ma gli spazi politico-istituzionali perché tentasse c’erano tutti.

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