Il 20 per cento di medici e infermieri non vuole vaccinarsi, Ricciardi: “Deve scattare l’obbligo”

mercoledì 13 Gennaio 14:12 - di Alberto Consoli
Ricciardi

Vaccini, Ricciardi torna a tuonare. “Il 20% medici e infermieri non vuole vaccinarsi, l’Alto Adige rappresenta un caso estremo”. Lancia l’allarme il docente di Igiene all’università Cattolica e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza. Torna a raccomandare – come già in passato –  che per gli operatori sanitari riluttanti alla vaccinazione anti-Covid “deve scattare l‘obbligo, se rifiutano“.

Vaccini, l’allarme di Ricciardi

Lo ha ripetuto ancora una volta all’Adnkronos Salute, Walter Ricciardi, visto il proliferare di episodi, in varie zone del Paese, di operatori sanitari che rifiutano di sottoporsi al rito della vaccinazione. Un caso allarmante è quello dell’Alto Adige, dove è stato registrato un numero elevato di medici e infermieri che non vogliono immunizzarsi contro Sars-CoV-2. “L’Alto Adige è un caso estremo, ma in Italia in media il 20% tra medici e infermieri non vuole vaccinarsi“, sono i numeri snocciolati dal professore che destano allarme per il proseguimento della campagna di vaccinazione. Già di per sé complicato.

“Deve scattare l’obbligo per medici e infermieri”

Dunque il suo pensiero è chiaro. Lo aveva già espresso a fine dicembre. Per gli operatori sanitari “occorre perseguire la strada dell‘obbligo morale e professionale” alla vaccinazione anti-Covid. E se questo non bastasse bisognerà “procedere con l’obbligo, se vogliono lavorare a contatto con i pazienti”. Ricciardi ha anche sottolineato che “alcune Regioni non hanno ancora anagrafi informatizzate, per cui sostanzialmente le valutazioni si fanno ancora sul cartaceo: ma solo alcune hanno superato la soglia del 95% di copertura vaccinale

A Ricciardi dobbiamo il dono della chiarezza.  Come quando tuonò contro il governo sull’aperture delle scuole. «Pensare di riaprire le scuole, con 20mila casi al giorno, non ha senso. Quando ci sono così tanti casi, l’unica soluzione è limitare la circolazione delle persone il più possibile. Come si può pensare di rimettere in moto milioni di italiani?”. Il suo indirizzo rimane sempre lo stesso: prevenire il virus, non inseguirlo.

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