Governo, rimpasto più vicino e urne più lontane. Renzi: «Conte lo aspettiamo al Senato»

lunedì 4 Gennaio 10:43 - di Valerio Falerni
Renzi

Sente profumo di vittoria Matteo Renzi. Perciò incalza la preda (Conte) con ancora maggiore determinazione. Il leader di Italia Viva è vicino ad incassare la rinuncia del premier a trattenere per sé la delega ai Servizi segreti e la sua disponibilità ad un ampio rimpasto. Un doppio vantaggio scaturito dal fallimento della “operazione responsabili” e dallo svanire dello spauracchio delle elezioni anticipate. Uno spauracchio, assicura in un’intervista al Corriere della Sera, che né lui né i suoi non avrebbero mai temuto. Trattativa aperta, dunque. Non sulle poltrone, ma su Recovery plan, Mes, misure anti-Covid. «Con Conte ci vedremo in Senato», annuncia l’ex-premier rilanciando la palla nella metà campo del premier. Costretto nel frattempo ad assorbire toni sempre più sferzanti.

Renzi: «Non so se sarà un Conte-ter»

È il caso del cosiddetto “piano Conte” per la gestione dei 209 miliardi Ue, ridotto da Renzi a carta straccia. «Sono certo che Gualtieri stia lavorando per migliorarlo – dice -. Peggiorarlo non potrebbe nemmeno se volesse, è tecnicamente impossibile». Polemiche a parte, resta invece tutto da decifrare il percorso che potrebbe al Conte-ter. Escluso in partenza lo “schema -Travaglio  (chiedere il sostegno alle Camere senza una maggioranza precostituita), gli occhi restano puntati sul cdm del 7 gennaio. Si dimetteranno le due ministre Bellanova e Bonetti? Sul punto Renzi non scopre le carte. Si limita a rimandare tutto al confronto sulle «idee» con Conte. «Se queste idee non piacciono aggiunge -, noi non siamo come gli altri: le poltrone le lasciamo».

Ironie sul soccorso della Mastella

Un modo per ribadire che non teme le elezioni. E così i suoi 18 senatori, cioè la leva con cui sta ponendo fine al Conte-bis. La ventilata “operazione responsabili” prevedeva anche una spaccatura del gruppo. E ora Renzi ha buon gioco a presentarli come liberi da ogni timore di tornare alle urne. Primo perché «hanno fatto gavetta elettorale» e poi perché «tutti sanno che non ci saranno elezioni». Ad averne paura sono invece i «300 parlamentari del M5S» che ne sarebbero «decimati». L’ultimo pensiero Renzi lo dedica al flop dell’operazione responsabili. «Il soccorso – ironizza – è arrivato solo dalla senatrice Mastella che è stata generosa pensando a ciò che i grillini avevano detto su di lei e sulla sua famiglia in passato».

 

 

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