“Giallo” sul rider rapinato a Napoli (video): gli offrono lavori ma lui per adesso non li accetta

domenica 10 Gennaio 15:10 - di Marta Lima

Gianni Lanciano, il rider di Napoli che la settimana scorsa era stato picchiato e derubato dello scooter da una banda di giovani criminali, suscitando solidarietà e indignazione nella gente e sul fronte politico, è ancora senza lavoro. Nonostante le tante offerte che gli sarebbero arrivate, come hanno raccontato in questi giorni i giornali napoletani. Gianni, 50 anni, sposato con figli, con un passato da macellaio, aveva ottenuto una somma di diecimila euro raccolta dai napoletani per aiutarlo a ricomprare lo scooter, che però era stato ritrovato e restituitogli. Quella cifra, però, gli è comunque arrivata e una metà di essa è stata devoluta in beneficenza. Di lavoro vero, però, al momento non c’è traccia.

Il rider Gianni e l’offerta di lavoro

Il rider rapinato a Calata Capodichino avrebbe ricevuto, insieme alla solidarietà alla beneficenza, anche tante offerte di lavoro, rifiutando le offerte per la distanza eccessiva dalla sua abitazione. Oggi, sul Mattino, c’è la testimonianza di un imprenditore di Ottaviano, paesino alle porte di Napoli, molto perplesso nel raccontare l’esperienza vissuta con il rider napoletano, a cui aveva offerto un posto fisso e ben pagato. A distanza di qualche giorno dalla rapina era arrivata anche l’offerta di un punto vendita dei supermercati Sole 365 a Caivano. In mezzo una serie di colloqui con varie realtà locali, poi la proposta della macelleria di Ottaviano.

“Ecco perché ha rifiutato un posto in macelleria”

“Quella del macellaio è una professione molto richiesta perché ci vuole una certa specializzazione e garantisce uno stipendio più che dignitoso. Certo, Gianni avrebbe dovuto effettuare il colloquio prima di essere assunto. Ed è proprio questo che mi rammarica di più: non ci siamo nemmeno incontrati”, spiega oggi al quotidiano napoletano Luciano Bifulco. “Noi avevamo pubblicato un annuncio sui social, ma subito dopo abbiamo provato a metterci in contatto con Gianni. Non ci siamo riusciti subito, lui probabilmente era sommerso di telefonate, erano le ore in cui tutti lo cercavano. Noi abbiamo insistito. Poi, dopo molti messaggi e chiacchierate al telefono, abbiamo fissato un giorno per il colloquio. Ma a quel colloquio non si è mai presentato. Ha mandato un audio whatsapp in cui diceva che il giorno successivo avrebbe dovuto sostenere un altro colloquio di lavoro al quale teneva molto e che preferiva prepararsi per quello. Ha poi aggiunto che sarebbe stato lui a farsi vivo, ma non lo abbiamo più visto né sentito. Sono finiti così i nostri contatti con Gianni, non ci sono stati altri sviluppi”.
L’imprenditore, in merito alla distanza eccessiva, ha spiegato di aver anche offerto a Gianni un passaggio dal proprio autista per portarlo a sostenere il colloquio ma niente.

La speranza è che al più presto Gianni Lanciano accetti le offerte e venga assunto dalla realtà che lui considera più adatta, ma per il momento i napoletani, cittadini perbene e imprenditori illuminati, nonché le forze di polizia  che hanno arrestato i rapinatori, hanno dimostrato di aver fatto la propria parte.

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