Draghi, Di Maio o Fico: ecco chi vogliono piazzare al posto di Conte per evitare le urne

lunedì 25 Gennaio 20:34 - di Antonio Marras

Nella testa, un ruggito di Draghi. Nel corpo, un ronzìo minaccioso di ingrati grillini. Sembra di sentirlo, il cuore di Giuseppe Conte, mentre varca la soglia del Quirinale col ventricolo che gli batte all’impazzata al ritmo della Taranta, la danza popolare della sua amata Puglia. Una tachicardia da poltrona, sarebbe la diagnosi. Troppo ozio? No, paura di perderla, di entrare Papa e uscire Cardinale, di salire al Colle da premier ed uscirne, forse per sempre, da avvocato medioman italiano, magari con il rancore che lo indurrebbe a creare un suo partito, destinato a fare la fine di quello di Conte.
Domani mattina, alle 9, Giuseppe Conte annuncerà le sue dimissioni in Consiglio dei ministri per poi salire al Quirinale per rassegnarle nelle mani del presidente Mattarella, con la speranza di vedersi riaffidato un incarico, per il Conte-Ter.

La speranza di Conte: un nuovo incarico, ma c’è Draghi…

Una speranza, solo una speranza. Perché dal giro di consultazioni-lampo che si apriranno da dopodomani, i partiti che compongono l’attuale risicata maggioranza potrebbero essere costretti ad accettare un altro presidente del Consiglio per tenere insieme i pochi “responsabili” e soprattutto i renziani. Una svolta la chiedono tutti, per ripartire: che svolta potrebbe mai essere quella con un premier tri-riciclato? Per non parlare di una ipotesi di governo istituzionale o di larghe intese: anche qui, Conte non avrebbe chance.

Il toto premier: da Fico, a Cartabia, a Franceschini

I nomi già circolano. Da quelli “istituzionali”, che godrebbero del beneplacito del Quirinale, Mario Draghi, Carlo Cottarelli, ik manager Franco Bernabé, Roberto Fico, grillino e presidente della Camera, fino a Marta Cartabia, già presidente della Corte Costituzionale.Poi ci sono i politici: Luigi Di Maio, alternativa grillina a Conte, fino all’alternativa piddina a Conte, Dario Franceschini, lo stesso Nicola Zingaretti, Andrea Orlando.  Ma, appunto, sono solo ipotesi. Quello che però, stanotte, popoleranno gli incubi dell’avvocato del popolo, disposto a tutto, con Pd e M5S, pur di non andare al voto. Perché? Vincerebbe il centrodestra, non vale…

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