Le dimissioni di Conte slittano a domani (ore 9): il premier è disperato e spera in un terzo incarico

lunedì 25 Gennaio 19:25 - di Marta Lima
Contordine: il premier prende tempo e le voci su una sua salita al Colle entro questa sera vengono smentite da un lancio dell‘Adnkronos, che fa slittare l’atteso evento a domani mattina, al termine di un Consiglio dei ministri straordinario. In quella sede, alle 9 di mattina, arriveranno le dimissioni di Giuseppe Conte, che formalizzerà il suo passo indietro ai ministri per poi andare a rassegnare le dimissioni ai Quirinale. All’ordine del giorno del Cdm, infatti, ci saranno le dimissioni del presidente del Consiglio e lo slittamento della relazione sulla giustizia del ministro Bonafede, che avrebbe fatto probabilmente crollare la fragile impalcatura della maggioranza risicata di Conte, che punta a un Conte-ter, con qualche “responsabile” a puntellare un nuovo incarico.
Ma Mattarella si presterà? O dal Quirinale Conte potrebbe uscire senza poltrona per sempre? Dietro l’angolo c’è un esecutivo di salvezza nazionale, con Mario Draghi tra i papabili per un esperimento transitorio, in attesa del voto.

I grillini: le dimissioni di Conte sono inevitabili

“L’esperienza del Conte bis è al capolinea”. A parlare, interpellato dall’Adnkronos, è un esponente M5S, membro dell’esecutivo, mentre si susseguono le indiscrezioni su una possibile salita al Quirinale del presidente del Consiglio Giuseppe Conte per rimettere il mandato nelle mani del Capo dello Stato. Il Movimento 5 Stelle guarda con preoccupazione agli ultimi sviluppi. In serata, alle 21, l’assemblea dei gruppi di Camera e Senato. I grillini, e lo stesso Conte, lavorano per un nuovo incarico al premier, con il supporto dei responsabili, guidati da Tabacci, magari dopo un altro appello di Mattarella. Ma sono pochi, pochissimi.

“Vicini agli italiani, ora avanti a testa alta. Lavoriamo compatti con il premier Giuseppe Conte anche in direzione di un Conte ter”. E’ questa, viene riferito da autorevoli fonti di governo, la linea emersa dalla riunione dei ministri e sottosegretari M5S convocata dal capo politico Vito Crimi e dal capo delegazione del Movimento al governo, Alfonso Bonafede. I 5 Stelle hanno ribadito il sostegno al presidente del Consiglio.

La delusione arriva dai centristi dell’Udc

Questa mattina gli occhi degli uomini più vicini al premier erano puntati sulla riunione dell’Udc, non tanto per i numeri del partito centrista, quanto piuttosto per la possibilità che l’Udc mettesse sul tavolo il suo simbolo al Senato, staccandosi da Fi, per creare un gruppo autonomo, la cosiddetta ‘stampella’ di cui Conte necessita per andare avanti. Poi è arrivato il niet dell’Udc: non voteranno la relazione del Guardasigilli, non si presteranno all’operazioni responsabili. E la strada per Conte si è fatta ancora più impervia, tanto che chi questa mattina escludeva un passo indietro ora si limite a commentare: “vediamo…”.

Il Pd: “Non abbiamo chiesto noi al premier di dimettersi”

“Il Pd non ha chiesto e non sta chiedendo a Conte di andare al Quirinale”. E’ quanto si riferisce da fonti dem. Il percorso resta quello indicato stamattina dal segretario Nicola Zingaretti ovvero quello di verificare se ci sono le condizioni per una base parlamentare ampia con programma autorevole. La strada, dicono le stesse fonti dem, è quella indicata in questi giorni e nelle ultime ore dal segretario e da Andrea Orlando e che passa “per un governo autorevole, europeista e in grado di affrontare i problemi facendo un appello alla responsabilità a tutti”.

Intanto, il capo delegazione del Pd, Dario Franceschini, ha convocato -a quanto si apprende- una riunione dei ministri dem a cui partecipa anche il segretario Nicola Zingaretti.

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