Di Maio uccide l’italiano in diretta tv. E la Annunziata tace allibita (video)

25 Gen 2021 10:55 - di Guido Liberati
Di Maio italiano

“Di Maio non era un secchione, ma uno studente brillante”. Antonio Cassese, insegnante di Storia e Filosofia al liceo di Pomigliano D’Arco dove ha studiato il ministro degli Esteri, se lo ricordava così. Il professore napoletano è in pensione. La memoria deve avrlo tratto in inganno e forse fa confusion. Non a caso, l’insegnante d’italiano di Di Maio non si è mai voluta esporre pubblicamente coi giornali. E ne ha ben d’onde. Chi si vanterebbe di un allievo simile? L’ultimo, l’ennesimo, clamoroso strafalcione linguistico, è andato in onda domenica pomeriggio in diretta tv.

“Qualora Renzi… staccava la spina”

Da Lucia Annunziata, Di Maio ha strapazzato per l’ennesima volta l’italiano. La conduttrice di In Mezz’ora gli pone una domanda sul Conte-Ter e lui scandisce: “Qualora Renzi staccava la fiducia al governo non ci sarebbe stata la possibilità di ritornare con lui”. Lucia Annunziata rimane basita, però non gli fa notare lo strafalcione. In tanti hanno pensato: come avrebbe reagito con Salvini, Berlusconi o Meloni?

Per l’ennesima volta, Di Maio ha usato un congiuntivo che non avrebbe immaginato neanche Paolo Villaggio nei panni di Fantozzi. E suona addirittura patetico il tentativo dei “Di Maio boys” di appigliarsi all’uso della “lingua parlata”. Forse “parlata” allo Stadio San Paolo tra una Coca e un panino. Non certo alla Farnesina, dove Di Maio fa il ministro e non l’usciere.

 

Di Maio ammazza l’italiano e la Annunziata tace allibita

Alla luce dell’ennesimo oltraggio della lingua italiana da parte dell’esponente M5s, la domanda che si pongono in tanti, è sempre la stessa. Ma Di Maio dove ha studiato? Ufficialmente, si è fermato alla maturità conseguita al liceo della sua Pomigliano d’Arco, dove la mamma è preside di liceo. Di Maio si è poi iscritto a Ingegneria. Esami zero. Per poi parcheggiarsi a tempo indeterminato alla Federico II di Napoli, facoltà di Giurisprudenza.

Di Maio era “testimonial” della Federico II

Quanti esami ha dato? Incredibilmente, in questa occasione, la proverbiale trasparenza grillina va a farsi benedire. Sentite la risposta dell’attualle ministro degli Esteri, al sito universitario AteNapoli, subito dopo la prima elezione in Parlamento, nel marzo 2013.

“Il numero di esami che devo ancora sostenere, per scaramanzia, vorrei tenerli per me – diceva Di Maio – Per ora credo che metterò in stand by il mio percorso universitario. Durante la 17esima legislatura non credo avrò il tempo di infilare un esame tra gli impegni vari”. Non sarà mica un addio agli studi giuridici? “Assolutamente no – affermava convinto – Ho intenzione di laurearmi. In futuro, mi piacerebbe intraprendere la strada dell’avvocatura. Del resto, il Movimento non prevede la possibilità di ricandidarsi dopo due legislature continuative. Quindi – concludeva – la mia carriera politica dovrà, per forza di cose, arrestarsi prima o poi”. È ciò che attende impazientemente la maggioranza degli italiani.

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