Crisi di governo, Zaia sposa la linea-Meloni: «Meglio il voto anticipato: ci dà stabilità»

sabato 2 Gennaio 10:13 - di Michele Pezza
Zaia

«Se c’è la crisi, non c’è più la maggioranza». Può sembrare una banalità, invece è la puntuale constatazione di Luca Zaia, leghista doc e superpopolare governatore del Veneto. Il balletto del governo sull’orlo di una crisi che sarebbe quantomeno irresponsabile lo ha convinto che così non si può più andare avanti. «Meglio il voto anticipato», dichiara infatti a Repubblica. Il perché è presto detto: «Farebbe chiarezza e rilancerebbe l’azione del governo». Zaia osserva l’impasse romano dall’osservatorio di presidente di Regione. In tale veste si misura quotidianamente con i nodi del governo territoriale mai così intricati come in questa fase di pandemia.

Zaia: «Troppe turbolenze in volo»

Anche per questo l’attenzione è rivolta alle scelte del governo sui miliardi del Recovery Fund, il piano preso in ostaggio da Renzi per trattare con Conte. Anche per Zaia quel piano è una «priorità». Ma che la strada scelta sia quella giusta: «Vedo troppe turbolenze in volo». Nel frattempo, la sua regione ne ha predisposto uno tutto suo per un valore di 23 miliardi. «Non so che fine sarà», rivela sconsolato il governatore. Meglio il voto, dunque. Una posizione che fa il paio con quella di Giorgia Meloni, unica tra i leader del centrodestra a parlarne fuori dai denti. Gli altri sembrano alquanto irretiti dai dubbi interessati dei giallo-rossi: pandemia, contagio, vaccino.

«La Lega? Deve investire sull’autonomia»

Ma Zaia ha le idee chiare e avverte: «La campagna vaccinale non è un problema, va avanti. Ritengo fondamentale la stabilità e quella la si ha solo con il voto». Sul punto il leghista cita Rousseau (il filosofo, non la piattaforma): «Il popolo ti delega ma quando non lo rappresenti più ti toglie la delega». Quanto alla Lega, Zaia spinge perché torni alle antiche battaglie. «Ha futuro – avverte – finché investirà sull’identità, che per noi si chiama autonomia. Ma – conclude – ora siamo in piena emergenza Covid. Ne riparleremo in seguito».

 

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