Crisi di governo, Salvini: «Basta giochi di palazzo, siamo al disastro: la parola vada agli italiani»

lunedì 25 Gennaio 20:51 - di Chiara Volpi
Salvini su crisi di governo

Appreso che domani mattina, dopo il Consiglio dei ministri per formalizzare l’inevitabile passo indietro, il premier salirà al Colle, Salvini commenta tempi e approccio della crisi di governo. E sottolinea polemicamente: «Basta pasticci. Giochini di palazzo. E compravendita di senatori». Il numero uno della Lega, che oggi ha postato sui social gli incontri avuti con lavoratori e imprenditori, torna a ribadire con forza la sua contrarietà all’inciucio in extremis. A come Conte e i suoi hanno gestito la crisi ormai endemica. Rispetto alla quale, il leader del Carroccio, intercettato dai cronisti a Torino, incalza e dichiara: «Non è questo il governo che può accompagnare l’Italia fuori da disastro». E quindi: «Usiamo le prossime settimane per ridare la parola al popolo. E poi avremo per 5 anni un governo e un parlamento seri e legittimati. Non scelti dal palazzo. Ma voluti dagli italiani».

Salvini sulla crisi di governo: «Dimissioni di Conte? Avrebbe già dovuto darle»

Poi, in un emblematico quanto esaustivo riepilogo sullo stato dell’arte, Salvini aggiunge: «Conte si dimetterà? Avrebbe già dovuto farlo, non ha i numeri». E non solo. «C’è un piano vaccinale fermo. Ci sono le scuole riaperte in una città si e in una no. Ci sono 2 milioni di posti di lavoro a rischio e noi stiamo in ballo degli umori di Conte, Renzi, Di Maio, Zingaretti e delle trattative di Tabacci e Mastella? E irrispettoso. Disgustoso. È volgare e deprimente». «Spero – prosegue dunque il leader del Carroccio – che gli italiani tornino ad avere un governo serio e stabile il prima possibile. L’Italia non può rimanere immobile in attesa della compravendita di senatori in cambio di non si sa che cosa. Siamo in un momento grave. Piuttosto che tirare a campare con un governicchio e ammucchiate, è meglio ridare la parola agli italiani e poi stare tranquilli per 5 anni», ha aggiunto. «Mi aspetto che prevalgano il buonsenso e l’amore per il Paese. Ci sono aziende in crisi e lavoratori in difficoltà, quindi mi auguro che se non hanno i numeri per governare si facciano da parte», ha concluso Salvini lapidario.

Salvini sulla crisi di governo: «In Parlamento non ci sono soluzioni. Non vedo alternative al voto»

Del resto, ha anche sostenuto Salvini in un inciso, «non vedo come questo Parlamento possa inventarsi formule diverse». Aggiungendo in calce: «È meglio investire due mesi per ridare la parola al popolo italiano. Che non tirare a campare per due anni. Mi sembra molto più utile per l’Italia e per gli italiani che sia il popolo a scegliere nell’arco di due mesi quello che accadrà nei prossimi 20 anni». Il momento è delicato. E dopo la salita al Colle dei giorni scorsi, Salvini chiama a raccolta il centrodestra unito. In base a quanto appreso dall’Adnkronos da fonti della Lega, il numero uno della Lega avrebbe chiamato gli altri leader del centrodestra per ribadire l’unità della coalizione e affidarsi in questo momento delicato alla saggezza del Colle. Domani ci sarà un vertice di coalizione allargato a Udc, Noi con l’Italia e Cambiamo per fare il punto della situazione. «Il centrodestra è compatto – assicurano le stesse fonti –. La linea della coalizione resta quella espressa pochi giorni fa al Quirinale».

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